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Conan Il Barbaro (SE)

Un film in dvd di  Milius John  distribuito da 20th Century Fox, 2002

  • Prezzo di Copertina: € 39,91
  • € 7,99
  • Risparmi il 79% (€ 31,92)

Prima di parlare del Conan di Milius, chiariamo un punto: chi scrive è un accanito fan di Robert E. Howard e, come tutti gli altri, soffre della frammentaria vita editoriale che le opere dello scrittore hanno attraversato fin’ora, come tutti gli altri conosce il volto del barbaro (e, di sicuro, non è quello di Schwarzenegger) e come tutti gli altri sta aspettando un film che renda finalmente onore al più grande personaggio pulp della sword & sorcery. Chiarito questo, andiamo avanti. Conan il Barbaro è un capolavoro. Progetto nato originariamente con l’intento di doppiare il successo dei blockbuster dell’epoca (sono gli anni di Spielberg e Lucas), il film su Conan incontra subito Oliver Stone, a cui il produttore Dino De Laurentiis, da sempre in cerca del suo Guerre Stellari, affida lo script del film. Stone inizia a lavorare sul progetto scegliendo un approccio fantascientifico, in cui Conan appariva come una sorta di agente spaziale impegnato a combattere alieni e mostri mutanti. L’eccessivo costo della pellicola (si parla di una stima di quaranta milioni di dollari nel 1982) spaventa De Laurentiis che, tolto il progetto a Oliver Stone lo affida a John Milius, già sceneggiatore di Apocalypse Now e non estraneo ai ’filmoni’ spettacolari. A questo punto il film cambia. Mantenendo lo scheletro scritto da Stone, Milius confeziona un film sword & sorcery dai toni cupi. La variante fantascientifica sparisce del tutto, come anche quella spettacolare. Compaiono invece lunghe scene prive di dialogo, immagini di violenza scellerata, epica e lirismo e, soprattutto, una spietata critica alla cultura hippie. In sostanza, Conan the Barbarian diventa una sorta di trattato nicciano sulla forza. Ad ingigantire la capacità evocativa del film, arrivano le musiche di Basil Polidouris che, già da sole, sprigionano una tale potenza che rende delle scene, di grande solennità, indimenticabili. Ad interpretare Conan, arriva l’immenso Arnold Schwarzenegger, che facendo innamorare dei suoi muscoli il grande pubblico, permette il successo del film nonostante le critiche, la censura e la mancanza di un ritmo adatto a coloro che sono cresciuti a pane e Geaorge Lucas. De Laurentiis, che voleva Guerre Stellari, non è soddisfatto del film d’autore di Milius e ci riproverà anni dopo con l’orrido Conan il Distruttore. In fine, possiamo dire che Conan il Barbaro è un cult della sua epoca, degno di imporsi nell’olimpo dei film già impreziosito da film come Alien e Blade Runner.

Recensione Unilibro a cura di E.R.

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Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"Conan Il Barbaro (SE)"
E.R., 2011-09-19
4

Prima di parlare del Conan di Milius, chiariamo un punto: chi scrive è un accanito fan di Robert E. Howard e, come tutti gli altri, soffre della frammentaria vita editoriale che le opere dello scrittore hanno attraversato fin’ora, come tutti gli altri conosce il volto del barbaro (e, di sicuro, non è quello di Schwarzenegger) e come tutti gli altri sta aspettando un film che renda finalmente onore al più grande personaggio pulp della sword & sorcery. Chiarito questo, andiamo avanti. Conan il Barbaro è un capolavoro. Progetto nato originariamente con l’intento di doppiare il successo dei blockbuster dell’epoca (sono gli anni di Spielberg e Lucas), il film su Conan incontra subito Oliver Stone, a cui il produttore Dino De Laurentiis, da sempre in cerca del suo Guerre Stellari, affida lo script del film. Stone inizia a lavorare sul progetto scegliendo un approccio fantascientifico, in cui Conan appariva come una sorta di agente spaziale impegnato a combattere alieni e mostri mutanti. L’eccessivo costo della pellicola (si parla di una stima di quaranta milioni di dollari nel 1982) spaventa De Laurentiis che, tolto il progetto a Oliver Stone lo affida a John Milius, già sceneggiatore di Apocalypse Now e non estraneo ai ’filmoni’ spettacolari. A questo punto il film cambia. Mantenendo lo scheletro scritto da Stone, Milius confeziona un film sword & sorcery dai toni cupi. La variante fantascientifica sparisce del tutto, come anche quella spettacolare. Compaiono invece lunghe scene prive di dialogo, immagini di violenza scellerata, epica e lirismo e, soprattutto, una spietata critica alla cultura hippie. In sostanza, Conan the Barbarian diventa una sorta di trattato nicciano sulla forza. Ad ingigantire la capacità evocativa del film, arrivano le musiche di Basil Polidouris che, già da sole, sprigionano una tale potenza che rende delle scene, di grande solennità, indimenticabili. Ad interpretare Conan, arriva l’immenso Arnold Schwarzenegger, che facendo innamorare dei suoi muscoli il grande pubblico, permette il successo del film nonostante le critiche, la censura e la mancanza di un ritmo adatto a coloro che sono cresciuti a pane e Geaorge Lucas. De Laurentiis, che voleva Guerre Stellari, non è soddisfatto del film d’autore di Milius e ci riproverà anni dopo con l’orrido Conan il Distruttore. In fine, possiamo dire che Conan il Barbaro è un cult della sua epoca, degno di imporsi nell’olimpo dei film già impreziosito da film come Alien e Blade Runner.

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