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Ricomincio Da Tre

Un film in dvd di  Troisi Massimo  distribuito da IIF Home Video, 2009

"Emigrante?". La domanda ricorre ossessiva e rende marchio al viaggio di Massimo: dall’affilizione di una Napoli scura, nella quale il tempo trascorre tra lancinanti moti dell’anima e pioggie improvvise e giornate trascorse ad attendere (promettendosi) la svolta sperata, al "Nord" lontassimo e prossimo di una Firenze pallida e sobria, in cui non ci si può che sentire rivolgere, costantemente, la domanda "Emigrante?". Forse perché lo stereotipo mascherale della napoletanità (o della ’napoletanitudine’ per citare La Capria) presuppone non il viaggio ma il trasloco addolorato, il traferimento danaroso, l’abbandono nostalgico; forse perchè lo stereotipo mascherale della napoletanità era il nemico primario che Massimo Troisi affrontava dovendo rivaleggiare con critici supposti e presunti che lo invitavano a "parlare solo italiano o solo dialetto", a mostrare "Vesuvio e golfo", a raccontare di "tarantelle e di vicoli". Forse perché comici come Massimo Troisi (capaci di uno sguardo obliquo sul mondo, capaci di un’amarezza divertita e veritiera, capaci di uan riflessione seria e ghignante) sono rari, rari quant’è rara una gemma che casca dalle nuvole, mentre siamo inflazionati di battutisti da sketch di quattro minuti le cui chiacchiere rimangono all’aria anche meno. ’Ricomincio da tre’ è un piccolo capolavoro, un delirio amarognolo e comico, un agro cammino speranzoso di chi ha viaggiato davvero la vita. "Emigrante?".

Recensione Unilibro a cura di Alex Toppi

Dettagli del prodotto

 
Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"Ricomincio Da Tre"
Emigrante?
Alex Toppi, 2012-05-17
4

"Emigrante?". La domanda ricorre ossessiva e rende marchio al viaggio di Massimo: dall’affilizione di una Napoli scura, nella quale il tempo trascorre tra lancinanti moti dell’anima e pioggie improvvise e giornate trascorse ad attendere (promettendosi) la svolta sperata, al "Nord" lontassimo e prossimo di una Firenze pallida e sobria, in cui non ci si può che sentire rivolgere, costantemente, la domanda "Emigrante?". Forse perché lo stereotipo mascherale della napoletanità (o della ’napoletanitudine’ per citare La Capria) presuppone non il viaggio ma il trasloco addolorato, il traferimento danaroso, l’abbandono nostalgico; forse perchè lo stereotipo mascherale della napoletanità era il nemico primario che Massimo Troisi affrontava dovendo rivaleggiare con critici supposti e presunti che lo invitavano a "parlare solo italiano o solo dialetto", a mostrare "Vesuvio e golfo", a raccontare di "tarantelle e di vicoli". Forse perché comici come Massimo Troisi (capaci di uno sguardo obliquo sul mondo, capaci di un’amarezza divertita e veritiera, capaci di uan riflessione seria e ghignante) sono rari, rari quant’è rara una gemma che casca dalle nuvole, mentre siamo inflazionati di battutisti da sketch di quattro minuti le cui chiacchiere rimangono all’aria anche meno. ’Ricomincio da tre’ è un piccolo capolavoro, un delirio amarognolo e comico, un agro cammino speranzoso di chi ha viaggiato davvero la vita. "Emigrante?".

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