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Pelle Che Abito (La)

Un film in dvd di  Almodovar Pedro  distribuito da Warner Home Video, 2012

  • Prezzo di Copertina: € 20,49
  • € 7,99
  • Risparmi il 61% (€ 12,50)

Nuova pellicola per il regista spagnolo Pedro Almodovar, “La pelle che abito” vede il ritorno di Antonio Banderas sugli schermi. Il lungometraggio racconta di una perfida vendetta di un padre. Interessante la modalità di narrazione, che non inizia con l’inizio della storia, bensì ci catapulta nel mezzo delle vicende, facendoci capire i motivi delle azioni dei protagonisti e la loro funzione tramite numerosi flashback. La regia di Almodovar è sempre molto attenta ai movimenti di macchina e a catturare le scenografie sempre ben architettate. Interessanti i rimandi pittorici con l’”Olympia” di Manet, la cui posa viene ripresa più volte nel corso del film. Il tema della trasformazione del sesso è qui inserita in un contesto malato e psicotico, che all’apparenza non mostra nulla di alterato. Man mano che la narrazione prosegue si scoprono vicende tristi nella famiglia del protagonista, come la morte della moglie ed il suicidio della figlia, violentata durante una festa. Ma il tutto viene mostrato solamente a metà film, fino ad allora la pellicola sembra scorrere in un’altra direzione. Forse una narrazione più lineare avrebbe giovato all’analisi della psicologia dei personaggi e all’espressione dei loro sentimenti e delle loro motivazioni.

Recensione Unilibro a cura di -Stefano-

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Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"Pelle Che Abito (La)"
-Stefano-, 2012-06-21
4

Nuova pellicola per il regista spagnolo Pedro Almodovar, “La pelle che abito” vede il ritorno di Antonio Banderas sugli schermi. Il lungometraggio racconta di una perfida vendetta di un padre. Interessante la modalità di narrazione, che non inizia con l’inizio della storia, bensì ci catapulta nel mezzo delle vicende, facendoci capire i motivi delle azioni dei protagonisti e la loro funzione tramite numerosi flashback. La regia di Almodovar è sempre molto attenta ai movimenti di macchina e a catturare le scenografie sempre ben architettate. Interessanti i rimandi pittorici con l’”Olympia” di Manet, la cui posa viene ripresa più volte nel corso del film. Il tema della trasformazione del sesso è qui inserita in un contesto malato e psicotico, che all’apparenza non mostra nulla di alterato. Man mano che la narrazione prosegue si scoprono vicende tristi nella famiglia del protagonista, come la morte della moglie ed il suicidio della figlia, violentata durante una festa. Ma il tutto viene mostrato solamente a metà film, fino ad allora la pellicola sembra scorrere in un’altra direzione. Forse una narrazione più lineare avrebbe giovato all’analisi della psicologia dei personaggi e all’espressione dei loro sentimenti e delle loro motivazioni.

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