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La Casa Dalle Finestre Che Ridono

Un film in dvd di  Avati Pupi  distribuito da Aegida, 2012

Ci sono molti film che meritano di essere rivalutati nel loro genere, e uno di questi senza dubbio è La casa dalle finestre che ridono, ultimamente riconosciuto come un’eccellente thriller anni 70 al pari di Profondo rosso. La morbosità e l’angoscia dietro la storia di questo pittore ha dell’incredibile, con pochi e caserecci effetti (tipo la registrazione su nastro dei deliri del pittore fatta sentire a inizio film, le immagini in seppia della fustigazione) Avati ha ottenuto un film in cui il grado di tensione cresce e si mantiene stabile per tutta la storia fino alla fine. Inoltre l’omertà e la follia di alcuni personaggi (ispirati alla vita di provincia romagnola) accompagnano lo spettatore e il protagonista rendendo inquietanti ogni singola azione, anche se banale. Nulla sembra essere quel che è, si ha solo voglia di fuggire mentre seguiamo il restauratore nella sua ricerca della verità. Pupi Avati non ha voluto mai più cimentarsi con questo genere di cui, sono sicuro, sarebbe diventato un indiscutibile maestro; l’unico ed ultimo tentativo l’ha fatto con "Il nascondiglio", tratto da una sua storia, un film riuscito piuttosto bene ma non all’altezza della "casa".

Recensione Unilibro a cura di orlok

Dettagli del prodotto

 
Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"La Casa Dalle Finestre Che Ridono "
orlok, 2011-09-26
5

Ci sono molti film che meritano di essere rivalutati nel loro genere, e uno di questi senza dubbio è La casa dalle finestre che ridono, ultimamente riconosciuto come un’eccellente thriller anni 70 al pari di Profondo rosso. La morbosità e l’angoscia dietro la storia di questo pittore ha dell’incredibile, con pochi e caserecci effetti (tipo la registrazione su nastro dei deliri del pittore fatta sentire a inizio film, le immagini in seppia della fustigazione) Avati ha ottenuto un film in cui il grado di tensione cresce e si mantiene stabile per tutta la storia fino alla fine. Inoltre l’omertà e la follia di alcuni personaggi (ispirati alla vita di provincia romagnola) accompagnano lo spettatore e il protagonista rendendo inquietanti ogni singola azione, anche se banale. Nulla sembra essere quel che è, si ha solo voglia di fuggire mentre seguiamo il restauratore nella sua ricerca della verità. Pupi Avati non ha voluto mai più cimentarsi con questo genere di cui, sono sicuro, sarebbe diventato un indiscutibile maestro; l’unico ed ultimo tentativo l’ha fatto con "Il nascondiglio", tratto da una sua storia, un film riuscito piuttosto bene ma non all’altezza della "casa".

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