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L' Armata Delle Tenebre

Un film in dvd di  Raimi Sam  distribuito da Mgm/Ua Home Video, 2007

Sam Raimi è solo l’ennesimo grande regista che viene dall’horror. Anzi, dallo splatter. Anzi dallo splatter-slapstick. Il genere, creato da Raimi stesso, si pone come obiettivo quello di portare all’eccesso situazioni gore, tanto da farle sfociare nel grottesco. Ma andiamo con ordine. Sam Raimi è un giovane di belle speranze che, da grande, vuole fare il regista. Come tutti i ragazzi della sua età, il giovane Sam ha un grande amico e dei fratelli, solo che, nel suo caso, l’amico si chiama Robert Tapert e i fratelli Ted e Ivan. Non sappiamo esattamente che cosa abbia portato tutti i maschi della famiglia Raimi a voler lavorare nel cinema, sappiamo solo che, se Sam voleva fare il regista, Ivan voleva fare lo sceneggiatore e Ted l’attore. Il povero Rob dava una mano come poteva agli altri (della sua figura parleremo più avanti). Un bel giorno, Ivan e Sam si mettono a scrivere un film: Within the Woods. I mezzi sono pochi e la tecnica anche, ma di buona volontà i giovani ne hanno da vendere e, soprattutto, Sam aveva un dono, era nato regista. Lo script del film convince tutti, tanto che i ragazzi iniziano a guardarsi intorno per realizzarlo. Tramite amici comuni, viene presentato ai giovani un ragazzo di diciannove anni, figlio di un mimo e già partecipe di un film di poca rilevanza durante l’adolescenza. Il tizio si chiama Bruce. Bruce Campbell. Tra lui e Raimi c’è subito l’intesa perfetta. Si dice che ogni regista abbia il suo attore feticcio e, se questo è vero, Bruce lo è per Sam. Oltre ad essere un ottimo attore, Bruce ha la capacità di improvvisare e di mediare tra le impossibili fantasie di Raimi e la realtà. Inoltre si rivela essere un maestro nel recitare al contrario, cosa che permette una resa comica delle azioni quando il girato viene messo in ’reverse’. Within the Woods è un successo. Le modeste finanze permettono comunque ai ragazzi di portare il film nei più disparati cinema limitrofi, riuscendo ad accumulare un bel gruzzoletto. Saranno quei soldi che daranno modo ai ragazzi di girare Evil Dead (La Casa), una versione più elaborata di Within the Woods che, seppur ancora grezza, arriva ad Hollywood e viene distribuita in tutto il mondo. Il successo di Evil Dead è incredibile. La gente esce terrorizzata dalla sala, qualcuno lo definisce più spaventoso di Amityville Possession e, infine, un signore decide di farne un seguito. Quel signore è Dino De Laurentiis e, con lui, arrivano i soldi veri. La produzione chiede a Sam di ideare un sequel e lui risponde che, insieme al fratello Ivan, aveva da tempo scritto un ipotetico Evil Dead II, in cui avremmo visto Ash (Bruce Campbell) finire in un medioevo fantasy costellato di mostri e maghi. De Laurentiis scuote il capo. Troppi soldi da dedicare ad un horror. Meglio vedere come la gente reagisce ad un capitolo intermedio poi, eventualmente, si può parlare di un Evil Dead III ambientato nel medioevo. Il geniale Evil Dead II non è che un remake del primo, nel quale, però, la componente umoristica sovrasta quella orrorifica, creando qualcosa di mai visto prima, il già citato splatter-slapstick. Il successo è clamoroso, anche se qualcuno lamenta troppa comicità in un film che prometteva di essere un horror. Ma il successo al botteghino c’è e, Sam, ricorda la promessa dei De Laurentiis. Passano sei anni, durante i quali la banda del muretto di Sam Raimi mette radici ad Hollywood riuscendo a coronare i propri sogni. Sono diventati grandi ed esercitano come professionisti nei vari campi (il piccolo Rob ha intrapreso la via del produttore, scelta che lo porterà a sposare nientemeno che Xena). E’ il 1993, quando Sam decide che è arrivato il momento di riunire la vecchia banda e girare Evil Dead III. La sceneggiatura, pronta da anni, sembra aver quasi perso la componente horror (sembra) in favore di una più incentrata sul fantasy alla Excalibur di John Boorman. Lo humor, invece sembra essere stato esaltato ancora di più. Il personaggio di Ash, da ragazzino terrorizzato ne Evil Dead, nel terzo capitolo diventa sfrontato e sbruffone e, a Bruce Campbell, viene imposta una recitazione a cartone animato ai limiti del grottesco. Quando il film esce nelle sale, non si intitola Evil Dead III, ma The Army of Darkness (L’Armata delle Tenebre, appunto). Il risultato è un film eccezionale che riesce, senza tradire lo spirito dei precedenti, a mettere in scena delle situazioni completamente nuove ed innovative. Il film è un successo di pubblico. Ash diventa un grande fenomeno di costume, sulla cui immagine vengono create serie a fumetti, action figure e giochi di carte. Bruce Campbell, mai abbastanza apprezzato, diventa, assieme a Robert Englund (il Freddy Krueger di Nightmare), l’attore simbolo dei B-Movie americani intraprendendo una lunga carriera che lo vedrà vestire anche i panni di produttore e regista. Purtroppo, in Italia, solo pochi film di questo straordinario attore sono pervenuti, molti dei quali risentono di traduzioni fatte un po’ alla buona. Il mio consiglio è quello di guardare l’Armata delle Tenebre in religioso silenzio (chiunque, prima di morire, dovrebbe vederlo almeno una volta) e, se non si ha paura dell’inglese, rimediare qualche buon film di Campbell in lingua originale, magari con i sottotitoli in Italiano, quando possibile.

Recensione Unilibro a cura di E.R.

Dettagli del prodotto

  • Titolo: L' Armata Delle Tenebre
  • Regia:  Raimi Sam
  • Distributore: Mgm/Ua Home Video
  • Data di Pubblicazione: 24 Gennaio '07
  • Genere: Commedia
  • Cast:  Bridget Fonda Bruce Campbell Embeth Davidtz Ian Abercrombie Ted Raimi
  • Durata: 85'
  • Formato video: Widescreen
  • Codice area: 2 (Europa/Giappone)
  • Colore: 
  • Lingue: Francese, Inglese, Italiano, Spagnolo, Tedesco
  • Sottotitoli: Ceco, Danese, Finlandese, Francese, Greco, Inglese per non udenti, Italiano, Norvegese, Olandese, Polacco, Portoghese, Spagnolo, Svedese, Tedesco, Turco, Ungherese
  • EAN-13: 8010312067891
 
Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"L' Armata Delle Tenebre "
E.R., 2011-09-19
5

Sam Raimi è solo l’ennesimo grande regista che viene dall’horror. Anzi, dallo splatter. Anzi dallo splatter-slapstick. Il genere, creato da Raimi stesso, si pone come obiettivo quello di portare all’eccesso situazioni gore, tanto da farle sfociare nel grottesco. Ma andiamo con ordine. Sam Raimi è un giovane di belle speranze che, da grande, vuole fare il regista. Come tutti i ragazzi della sua età, il giovane Sam ha un grande amico e dei fratelli, solo che, nel suo caso, l’amico si chiama Robert Tapert e i fratelli Ted e Ivan. Non sappiamo esattamente che cosa abbia portato tutti i maschi della famiglia Raimi a voler lavorare nel cinema, sappiamo solo che, se Sam voleva fare il regista, Ivan voleva fare lo sceneggiatore e Ted l’attore. Il povero Rob dava una mano come poteva agli altri (della sua figura parleremo più avanti). Un bel giorno, Ivan e Sam si mettono a scrivere un film: Within the Woods. I mezzi sono pochi e la tecnica anche, ma di buona volontà i giovani ne hanno da vendere e, soprattutto, Sam aveva un dono, era nato regista. Lo script del film convince tutti, tanto che i ragazzi iniziano a guardarsi intorno per realizzarlo. Tramite amici comuni, viene presentato ai giovani un ragazzo di diciannove anni, figlio di un mimo e già partecipe di un film di poca rilevanza durante l’adolescenza. Il tizio si chiama Bruce. Bruce Campbell. Tra lui e Raimi c’è subito l’intesa perfetta. Si dice che ogni regista abbia il suo attore feticcio e, se questo è vero, Bruce lo è per Sam. Oltre ad essere un ottimo attore, Bruce ha la capacità di improvvisare e di mediare tra le impossibili fantasie di Raimi e la realtà. Inoltre si rivela essere un maestro nel recitare al contrario, cosa che permette una resa comica delle azioni quando il girato viene messo in ’reverse’. Within the Woods è un successo. Le modeste finanze permettono comunque ai ragazzi di portare il film nei più disparati cinema limitrofi, riuscendo ad accumulare un bel gruzzoletto. Saranno quei soldi che daranno modo ai ragazzi di girare Evil Dead (La Casa), una versione più elaborata di Within the Woods che, seppur ancora grezza, arriva ad Hollywood e viene distribuita in tutto il mondo. Il successo di Evil Dead è incredibile. La gente esce terrorizzata dalla sala, qualcuno lo definisce più spaventoso di Amityville Possession e, infine, un signore decide di farne un seguito. Quel signore è Dino De Laurentiis e, con lui, arrivano i soldi veri. La produzione chiede a Sam di ideare un sequel e lui risponde che, insieme al fratello Ivan, aveva da tempo scritto un ipotetico Evil Dead II, in cui avremmo visto Ash (Bruce Campbell) finire in un medioevo fantasy costellato di mostri e maghi. De Laurentiis scuote il capo. Troppi soldi da dedicare ad un horror. Meglio vedere come la gente reagisce ad un capitolo intermedio poi, eventualmente, si può parlare di un Evil Dead III ambientato nel medioevo. Il geniale Evil Dead II non è che un remake del primo, nel quale, però, la componente umoristica sovrasta quella orrorifica, creando qualcosa di mai visto prima, il già citato splatter-slapstick. Il successo è clamoroso, anche se qualcuno lamenta troppa comicità in un film che prometteva di essere un horror. Ma il successo al botteghino c’è e, Sam, ricorda la promessa dei De Laurentiis. Passano sei anni, durante i quali la banda del muretto di Sam Raimi mette radici ad Hollywood riuscendo a coronare i propri sogni. Sono diventati grandi ed esercitano come professionisti nei vari campi (il piccolo Rob ha intrapreso la via del produttore, scelta che lo porterà a sposare nientemeno che Xena). E’ il 1993, quando Sam decide che è arrivato il momento di riunire la vecchia banda e girare Evil Dead III. La sceneggiatura, pronta da anni, sembra aver quasi perso la componente horror (sembra) in favore di una più incentrata sul fantasy alla Excalibur di John Boorman. Lo humor, invece sembra essere stato esaltato ancora di più. Il personaggio di Ash, da ragazzino terrorizzato ne Evil Dead, nel terzo capitolo diventa sfrontato e sbruffone e, a Bruce Campbell, viene imposta una recitazione a cartone animato ai limiti del grottesco. Quando il film esce nelle sale, non si intitola Evil Dead III, ma The Army of Darkness (L’Armata delle Tenebre, appunto). Il risultato è un film eccezionale che riesce, senza tradire lo spirito dei precedenti, a mettere in scena delle situazioni completamente nuove ed innovative. Il film è un successo di pubblico. Ash diventa un grande fenomeno di costume, sulla cui immagine vengono create serie a fumetti, action figure e giochi di carte. Bruce Campbell, mai abbastanza apprezzato, diventa, assieme a Robert Englund (il Freddy Krueger di Nightmare), l’attore simbolo dei B-Movie americani intraprendendo una lunga carriera che lo vedrà vestire anche i panni di produttore e regista. Purtroppo, in Italia, solo pochi film di questo straordinario attore sono pervenuti, molti dei quali risentono di traduzioni fatte un po’ alla buona. Il mio consiglio è quello di guardare l’Armata delle Tenebre in religioso silenzio (chiunque, prima di morire, dovrebbe vederlo almeno una volta) e, se non si ha paura dell’inglese, rimediare qualche buon film di Campbell in lingua originale, magari con i sottotitoli in Italiano, quando possibile.

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