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Storie di vampiri dall'Inghilterra dell'Ottocento. Testo in inglese con traduzione a fronte. E-book. Formato PDF

Un ebook di  Corrado Adriana  edito da Edizioni Scientifiche Italiane, 2013

Tra i numerosi racconti di vampiri scritti nell'Inghilterra dell'Ottocento ne ho scelti quattro, e cioè "Fragment of a novel" di George Gordon Byron (1816), "The Vampyre" di John Polidori(1819), "The mysterious stranger", comparso anonimo nel 1860 e "The sad story of a Vampire", di Stanislaus Eric Count Stenbock (1894) perché li ritengo i più significativi nel processo di transizione, rielaborazione e ridefinizione del personaggio del vampiro letterario moderno. Uno dei nodi di difficile risoluzione nell'accostarsi al tema dei vampiri nella letteratura inglese è quello relativo al possibile legame tra l'angelo della cristianità, almeno secondo l'iconografia tradizionale, figura dai tratti umani, spesso androgeni, abitantedi un non-dove, un ou-topos libero dalle dimensioni spazio temporali ed il vampiro anche lui alato, anche lui sospeso sulla soglia, figura liminale, ma legato al tempo, secondo le coordinate umane segnate dal succedersi di giorno e notte. Cosa significano e cosa vogliono comunicare i vampiri? Le loro ali mettono in relazione tra loro mondi diversi, recano messaggi divini, da interpretare, che giungono dall'aldilà fino agli uomini? Sono demoni incarnati, sospesi tra terra ed inferno, o più simili ad angeli, messaggeri cioè tra cielo e terra? aspiranti alla atemporalità del divino ed alla liberazione completa dalla carne, impedimento per loro nell'ascesi verso il regno dello spirito? In pieno Illuminismo spostandosi dalle terre nebulose a cavallo tra Oriente ed Occidente, infossate tra i monti magiari ed attraversate costantemente dalle scorribande dei turchi, dove aveva vissuto per secoli, tra castelli diruti e cappelle sconsacrate, il vampiro fa capolino nei paesi europei occidentali.

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