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La bomba Zar. E-book. Formato EPUB

Un ebook di  Brunetti Andrea  edito da Narcissus.me, 2014

Per chi vuol saperne di più https://www.facebook.com/iromanzidiandrea?sk=posts%2F821854127888840&app_data&pnref=story 1961 L'Unione Sovietica annuncia di avere a disposizione la più potente bomba atomica mai costruita, ben 100 megatoni, equivalenti a 100.000.000 tonnellate di tritolo. In realtà le bombe fabbricate sono due e solo una, depotenziata a 50 megatoni verrà utilizzata per un terrificante test nucleare. La seconda bomba finisce sepolta tra i ghiacci della Siberia e verrà recuperata più di 60 anni dopo per un uso ancora più sinistro...... Marco, Andrea e la bella Lisa si trovano coinvolti in una storia che li costringe ad una pericolosa avventura...... Estratto: 1961. Sembravano due gigantesche uova pasquali appoggiate in orizzontale sul pavimento. Un continuo, via e vai di tecnici in camice bianco le curava come se fossero delle preziose uova di Fabergè. In realtà erano qualcosa di molto più sinistro. Il premier sovietico Nikita Khruscev aveva appena annunciato al mondo che l'Unione Sovietica avrebbe testato la bomba atomica più potente esistente al mondo: 100 Megatoni, pari alla folle cifra di 100.000.000 di tonnellate di tritolo. In periodo di piena guerra fredda era un annuncio politicamente importante, avrebbe dimostrato la superiorità bellica della Russia su qualunque altra nazione, in particolare sugli odiati Stati Uniti d'America. Per questo i tecnici al lavoro erano molto nervosi. Non sarebbe stato ammesso nessun fallimento. Da una stanza con pareti in cemento armato di incredibile spessore il generale Radim Pavlov osservava attraverso un monitor in bianco e nero il lavoro dei tecnici. Il generale era il responsabile militare del progetto ed ogni sbaglio ne avrebbe compromesso la carriera, oltre probabilmente ad una misteriosa sparizione per qualche località della Siberia orientale. Un giovane tenente vestito in una divisa impeccabile entrò irrigidendosi in un perfetto saluto militare: "Signore", disse "È atteso nella sala comunicazioni" "La ringrazio tenente Volkov" rispose con un tono formale il generale distogliendo lo sguardo dallo schermo. Il generale era un uomo alto più di un metro e novanta, robusto e con i capelli color paglia, leggermente brizzolati. Non era più giovanissimo, aveva qualche chilo di troppo e un certo rossore sulle sue guance rivelava la sua debolezza per la vodka. Aveva combattuto da giovane ufficiale nella seconda guerra mondiale, era sopravvissuto al durissimo assedio di Leningrado e successivamente aveva partecipato alla vittoriosa riscossa. Se fosse dipeso da lui i russi non si sarebbero dovuti fermare a Berlino, ma proseguire nell'avanzata conquistando tutta l'Europa. Anche a costo di dichiarare guerra agli americani. Ma a quell'epoca la nazione era sfinita e ridotta in macerie. .........................

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