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Documenti su Garibaldi e la massoneria. E-book. Formato PDF

Un ebook di  Petrucco Carlo  edito da Gherardo Casini Editore, 2012

Giuseppe Garibaldi Giuseppe Garibaldi Generale e patriota (Nizza Marittima 1807-Caprera 1882), fu uno degli artefici dell’Unità d’Italia. Figlio di Domenico, capitano mercantile di origine genovese, e di Rosa Raimondi. A 26 anni entrò nella Giovine Italia. A Marsiglia conobbe il Mazzini e decise di partecipare alla rivolta di Genova (1834). Fallito il moto e condannato a morte in contumacia, dovette riparare in Brasile (1835), dove comandò la flotta da guerra nell’insurrezione di Rio Grande do Sul contro il governo brasiliano e creò un corpo italiano (le camicie rosse) nel movimento indipendentista uruguagio. Tornato in Italia nel 1848, con un gruppo di volontari si batté contro gli Austriaci (Luino, Morazzone), ma fu poi costretto a rifugiarsi in Svizzera. Dopo la proclamazione della Repubblica romana, si recò in quella città ed ebbe il comando della Legione italiana contro il corpo di spedizione francese di Oudinot. Dopo la caduta di Roma si sottrasse alla cattura riparando a San Marino. Fuggendo verso Venezia, perdette, uccisa dalle fatiche, la moglie Anita. Dopo il suo secondo esilio (Tangeri, New York, Perú), nel 1854 era di nuovo in Italia e nel 1856 aderiva alla Società Nazionale di La Farina.

Recensione Unilibro a cura di rorym87
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Informazioni bibliografiche

  • Titolo: Documenti su Garibaldi e la massoneria. E-book. Formato PDF
  • AutorePetrucco Carlo
  • Editore: Gherardo Casini Editore
  • Data di Pubblicazione: 07 Giugno '12
  • Genere: STORIA D'EUROPA
  • Pagine: 112
  • Formato: PDF
  • Protezione: Filigrana digitale
  • Dimensione Kb: 17684
  • Stampa: Non permesso
  • Copia-e-incolla: Non permesso
  • Condivisione: Permesso limitato a 6 Dispositivi
  • ISBN-13: 9788864100562
 
Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"Documenti su Garibaldi e la massoneria. E-book. Formato PDF"
rorym87, 2012-07-30
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Giuseppe Garibaldi Giuseppe Garibaldi Generale e patriota (Nizza Marittima 1807-Caprera 1882), fu uno degli artefici dell’Unità d’Italia. Figlio di Domenico, capitano mercantile di origine genovese, e di Rosa Raimondi. A 26 anni entrò nella Giovine Italia. A Marsiglia conobbe il Mazzini e decise di partecipare alla rivolta di Genova (1834). Fallito il moto e condannato a morte in contumacia, dovette riparare in Brasile (1835), dove comandò la flotta da guerra nell’insurrezione di Rio Grande do Sul contro il governo brasiliano e creò un corpo italiano (le camicie rosse) nel movimento indipendentista uruguagio. Tornato in Italia nel 1848, con un gruppo di volontari si batté contro gli Austriaci (Luino, Morazzone), ma fu poi costretto a rifugiarsi in Svizzera. Dopo la proclamazione della Repubblica romana, si recò in quella città ed ebbe il comando della Legione italiana contro il corpo di spedizione francese di Oudinot. Dopo la caduta di Roma si sottrasse alla cattura riparando a San Marino. Fuggendo verso Venezia, perdette, uccisa dalle fatiche, la moglie Anita. Dopo il suo secondo esilio (Tangeri, New York, Perú), nel 1854 era di nuovo in Italia e nel 1856 aderiva alla Società Nazionale di La Farina.