ricerca
avanzata

Il filosofo profondo. E-book. Formato PDF

Un ebook di  Pingaro Claudia  edito da Libellula Edizioni, 2011

Con felice e opportuna iniziativa, Claudia Pingaro ripropone all’attenzione degli studiosi un testo “minore”, ma forse proprio per questo maggiormente significativo, del riformismo meridionale: il Piano di economia riguardante la città di Nocera di Giovan Battista Scalfati (1785). In un ampio e a acuto saggio introduttivo (Biografia di un intellettuale di provincia), Claudia Pingaro accuratamente documenta e intelligentemente ricostruisce la lunga vita - dal 1712 al 1804 - dello studioso nocerino, il milieu familiare tipicamente d’ancien régime, la puntigliosa gestione del patrimonio familiare, il non sempre semplice rapporto con i numerosi figli. Ne emerge una figura per più versi esemplare, poiché costituisce lo specchio delle trasformazioni di un’epoca e del tramonto di un mondo, dalle speranze tanucciane e caroline al rigoglio del movimento riformatore all’esperienza “giacobina” del 1799, che vide il pur ottantatreenne Scalfati schierarsi a favore della Repubblica. Si tratta di una vicenda - personale, politica e intellettuale - che documenta efficacemente di come la nuova cultura riformatrice e illuministica non solo penetrasse in profondità in provincia, ma soprattutto come essa modificasse comportamenti, gusti e orientamenti di larga parte della borghesia provinciale. Quella degli Scalfati costituiva, infatti, una tipica famiglia patriarcale, radicata nel possesso fondiario, nell’esercizio delle professioni liberali e nel godimento dei benefici ecclesiastici. È ad esempio significativo dell’ancor netto prevalere della rendita che lo Scalfati, pur essendo laureato in legge, non abbia mai esercitato la professione forense, preferendo dedicarsi interamente alla gestione del patrimonio familiare e ai prediletti studi d’economia. Ben inserito negli ambienti culturali napoletani, collaborò al “Giornale Enciclopedico del Regno di Napoli”, un mensile, improntato ad un pragmatico e moderato riformismo di stampo anglosassone, fondato e diretto da Giuseppe Vairo Rosa, dove, nel 1785, pubblicò il suo saggio più significativo, che fu appunto il Piano di economia riguardante la città di Nocera. L’opera nasceva da un’esigenza tutta pratica e contingente: la necessità, cioè, di rispondere alla richiesta del neocostituito Supremo Consiglio delle Finanze di redigere una Mappa topografica per ciascuna Università del Regno. Sia pur schematica, ancora descrittiva e statisticamente approssimativa, la Mappa costituiva un tentativo riformatore, volto a preparare la strada ad un’effettiva riforma catastale, dopo il sostanziale abbandono della catastazione carolina. Lo Scalfati attese con impegno e competenza al compito, sicuramente tutt’altro che semplice, essendo la Nocera del tempo una “città di casali” assai vasta e diversificata, consegnandoci un documento prezioso non solo per la lettura della complessa realtà socio-economico nocerina ma pure perché documenta efficacemente la diffusione delle idee riformatrici negli ambienti intellettuali provinciali. Difatti, superando lo schematismo delle Istruzioni governative, lo Scalfati individuava con sicurezza i nodi essenziali del possibile sviluppo dell’economia nocerina e gli ostacoli che vi si frapponevano, a cominciare dall’irrisolto problema ambientale costituito dal regime delle acque e dal dissesto idro-geologico. Pur non superando la dominante concezione fisiocratica, Scalfati utilizzava e applicava con originalità le tesi dei riformatori francesi e anglosassoni, nonché di quelli meridionali, da Genovesi a Galanti. Ne risulta un’opera che, nella sua sintetica essenzialità e nell’aderenza pragmatica alla realtà di un microcosmo provinciale, offre un contributo per più versi importante e significativo, e che, ottimamente e criticamente contestualizzato, Claudia Pingaro meritoriamente ripubblica in questo agile e bel volume. (Tratto dall'introduzione di Francesco Barra)

Informazioni bibliografiche