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Auschwitz. Ero il numero 220543. E-book. Formato Mobipocket

Un ebook di  Denis Avey con Rob Broomby  edito da Newton Compton, 2011

Quando le parole riempiono un silenzio durato più di sessant’anni, le parole si moltiplicano fino a diventare un travolgente fiume in piena. E questo fiume in piena porta a galla un passato, forse scomodo, che ha segnato la vita di tante persone e, in modo particolare, la vita del protagonista Denis Avey. Ragazzo pieno di vita, curioso come pochi si lancia nell’avventura della guerra quasi per gioco, rilegando in un angolo tutto il resto perchè sopravvivere è stare sul pezzo, non distrarsi, vivere il presente e ancora di più l’attimo. La sua avventura lo posta nel deserto, deserto anche di amicizie, meno si sa dell’altro più facile è andare avanti; lo porta nell’oasi sudafricana, un attimo di pausa, un attimo di pace. Si ritrova però poi ancora in mezzo al mare e poi a camminare, correre e fuggire, perchè guidato dai sani principi che ne hanno fatto l’uomo che è stato e che è. Forse per noi è solo un’avventura in più, ma per il protagonista è stata storia, reale e viva che lo ha sopraffatto e trascinato in un vortice di eventi più grandi di lui. Quando la storia ti arraffa, non puoi ribellarti, è lei a decidere per te e di te. Così si ritrovò prigioniero a collaborare, fianco a fianco, con "gli uomini a righe", si ritrovò ad intuire la verità della brutalità umana. Restare con le mani in mano non era da lui; escogitare in tutti i modi come sabotare l’attività dei tedeschi e come scoprire la realtà mal celata, vivendola in prima persona è stato il motore che lo teneva all’erta. Non si è tirato indietro in niente, fin tanto che era in pericolo di vita, fin tanto che la guerra impreversava; anzi è andato fin dentro il nido del nemico, in un’esperienza forse unica nel suo genere. Poi, il silenzio: un silenzio per dimenticare e nascondere la verità....ma la verità è scoppiata e così le sue parole, riportando il lettore in momenti dimenticati, in anni bui e spesso nascosti.

Recensione Unilibro a cura di MiRibordo
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Informazioni bibliografiche

  • Titolo: Auschwitz. Ero il numero 220543. E-book. Formato Mobipocket
  • AutoreDenis Avey con Rob Broomby
  • Editore: Newton Compton
  • Data di Pubblicazione: 10 Novembre '11
  • Genere: STORIA D'EUROPA
  • ArgomentoAuschwitz
  • Pagine: 329
  • Formato: Mobipocket
  • Protezione: Filigrana digitale
  • Dimensione Kb: 703
  • Anteprima: Permesso limitato a 20 Pagine
  • ISBN-13: 9788854136779
 
Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"Auschwitz. Ero il numero 220543. E-book. Formato Mobipocket"
Un fiume in piena
MiRibordo, 2011-12-13
4

Quando le parole riempiono un silenzio durato più di sessant’anni, le parole si moltiplicano fino a diventare un travolgente fiume in piena. E questo fiume in piena porta a galla un passato, forse scomodo, che ha segnato la vita di tante persone e, in modo particolare, la vita del protagonista Denis Avey. Ragazzo pieno di vita, curioso come pochi si lancia nell’avventura della guerra quasi per gioco, rilegando in un angolo tutto il resto perchè sopravvivere è stare sul pezzo, non distrarsi, vivere il presente e ancora di più l’attimo. La sua avventura lo posta nel deserto, deserto anche di amicizie, meno si sa dell’altro più facile è andare avanti; lo porta nell’oasi sudafricana, un attimo di pausa, un attimo di pace. Si ritrova però poi ancora in mezzo al mare e poi a camminare, correre e fuggire, perchè guidato dai sani principi che ne hanno fatto l’uomo che è stato e che è. Forse per noi è solo un’avventura in più, ma per il protagonista è stata storia, reale e viva che lo ha sopraffatto e trascinato in un vortice di eventi più grandi di lui. Quando la storia ti arraffa, non puoi ribellarti, è lei a decidere per te e di te. Così si ritrovò prigioniero a collaborare, fianco a fianco, con "gli uomini a righe", si ritrovò ad intuire la verità della brutalità umana. Restare con le mani in mano non era da lui; escogitare in tutti i modi come sabotare l’attività dei tedeschi e come scoprire la realtà mal celata, vivendola in prima persona è stato il motore che lo teneva all’erta. Non si è tirato indietro in niente, fin tanto che era in pericolo di vita, fin tanto che la guerra impreversava; anzi è andato fin dentro il nido del nemico, in un’esperienza forse unica nel suo genere. Poi, il silenzio: un silenzio per dimenticare e nascondere la verità....ma la verità è scoppiata e così le sue parole, riportando il lettore in momenti dimenticati, in anni bui e spesso nascosti.