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Bach e la ferocia. E-book. Formato PDF

Un ebook di  Mazzucato Francesca  edito da Simplicissimus, 2012

Il poeta e critico Leandro Piantini definisce così la narrativa di Francesca Mazzucato: "..vulcanica esternazione di umori ribollenti,il corpo viene raccontato nei suoi segreti, nelle sue tenere debolezze, nella sua indifesa e toccante precarietà." Sul linguaggio di Francesca Mazzucato, la scrittrice Fiorenza Aste scrive: "Una lingua plastica, che aderisce ai contorni delle cose, concreta e piana. Una lingua matura... Senza indulgenze. Una lingua consapevole." Un feroce, drammatico epilogo. Cosa succede fra due amanti alla fine. L'ultimo atto. Troviamo una donna senza nome e un uomo, Pierre. La protagonista, per la prima volta, racconta la verità dolente di questo rapporto che le ha scavato dentro, sconfinando oltre ogni trincea. Ci dice fino a che punt Pierre abbia "stuprato la sua innocenza nelle cose d'amore". Passando attraverso il corpo, con il tramite del corpo, sul corpo, il piacere è mutato diventando inquinante e crudele. Non hanno mai parlato lo stesso linguaggio? Forse lei hai "Inventato" quella intesa? Quella predestinazione? Pierre, in fondo, è solo un pavido uomo sposato che non vuole mettere a repentaglio la sua tranquillità , le abitudini, il centro commerciale la domenica, il suo essere musicista nel tempo libero. Pierre è combattuto, verso la donna senza nome. Dal suo temperamento è attratto e respinto. Dipenderà dal rapporto con la madre? La donna "bianchicapelli"? O dalla moglie, trasandata e sciatta, di forti principi religiosi , sempre capace di perdonare "gli svaghi" dell'uomo che considera come "un terzo figlio"? Non si può sapere se non si divora questo testo di crudeltà sopraffina, scritto con un montaggio calibrato e difficile, che, di certo, non lascia indenni. Niente di speciale, quindi. O tutto. Tutto quello che deve compiersi. Mentre la storia d'amore giunge all' atto finale, la narrazione cambia registro, c'è un pezzo magistrale con una corale zurighese di "macabri pipistrelli" che diventano i protagonisti di una favola nera, c'è, ancora, l'amore e il sesso del "prima", la negazione del poi, la premura dimenticata, l' assenza di confini. E c'e Bach. Soprattutto Bach. Il vero tema, il tempo, il ritmo, il respiro di questa colta scrittura delle passioni, che diventa drammatico epilogo di una fine forse già nota. Bach. Colonna sonora, protagonista, causa ed effetto, ossessione. In particolare, tutto ruota attorno al testo di "Wachet auf, ruft uns die Stimme" del quale viene proposto un frammento di traduzione italiana. Scrittura avida, colta, ferocissima, danneggiata, vorace, febbrile: ultimo atto di una storia che ha inquinato e violentato la protagonista, per un tempo troppo lungo, che non l'abbandona. La donna senza nome questa volta, prende l'iniziativa, si oppone a Pierre, non manca al concerto , e riesce,sulle note del compositore, a fare la sua uscita trionfale dalla gabbia di claustrofobia e dolore in cui era rinchiusa.

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