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Non è un mondo per vecchi: Perché i ragazzi rivoluzionano il sapere. E-book. Formato PDF

Un ebook di  Serres Michel  edito da Bollati Boringhieri, 2013

Le tecnologie digitali sconvolgono il quadro antropologico finora noto. Virtualità, connettività universale e libero accesso alle fonti di informazione stanno riplasmando le facoltà cognitive dei ragazzi e dislocando altrimenti il sapere. Non è più là fuori, remoto, scosceso, paludato e spesso respingente; adesso sta tutto in tasca, a portata di mano, senza mediazione. Mentre i grandi mediatori – il sistema scolastico, ma anche gli istituti della politica e della società-spettacolo – si ostinano a brillare come stelle morte da tempo, ignare della propria fine. Il mondo non sarà più un posto per vecchi. L’ultraottantenne Michel Serres, epistemologo tra i più originali, registra sorridente quell’ineluttabile obsolescenza. Non trema, lui, di fronte al crollo di gerarchie e privilegi secolari, anzi rimane incantato dai suoi effetti più tellurici e si schiera incondizionatamente dalla parte dei ragazzi, capaci di un’intelligenza inventiva che è forza di svincolamento, nel corpo e nella mente. L’era che spezza le catene è iniziata, e Serres le porge il saluto.

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Informazioni bibliografiche

  • Titolo: Non è un mondo per vecchi: Perché i ragazzi rivoluzionano il sapere. E-book. Formato PDF
  • AutoreSerres Michel
  • Editore: Bollati Boringhieri
  • Data di Pubblicazione: 24 Aprile '13
  • Genere: FILOSOFIA OCCIDENTALE MODERNA
  • Pagine: 77
  • Formato: PDF
  • Protezione: Adobe DRM
    (richiede Adobe Digital Editions)
  • Dimensione Kb: 512
  • Stampa: Non permesso
  • Copia-e-incolla: Non permesso
  • Condivisione: Permesso limitato a 6 Dispositivi
  • ISBN-13: 9788833982045
 
Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"Non è un mondo per vecchi: Perché i ragazzi rivoluzionano il sapere. E-book. Formato PDF"
Ci sono dei ’ma’...
maurolaspisa, 2013-04-08
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Testo assai stimolante e ottimista. Come negare che il rapporto spazio-tempo-comunicazione offre più occasioni d’incontro che in passato? Tuttavia la struttura stessa del nostro cervello ci dice che non viviamo di sola velocità corticale ma anche meso-corticale e pulsionale ossia a più velocità ed il cui mix ci consente il pensiero critico che struttura e destruttura. Se si concede alle reti la sola velocità corticale ecco lo slittamento verso l’info-dipendenza e la sostituzione del reale con le simulazioni dell’imaging. Da ciò una più attenta riflessione sul lascito umanistico della classicità: tutt’altro che centrata sull’astrazione...