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Il fulmine nella terra. Irpinia 1980. E-book. Formato EPUB

Un ebook di  Mirko Di Martino  edito da Narcissus.me, 2013

"Trent’anni fa c’era una terra che oggi non c’è più. In mezzo c’è una data, il 23 novembre del 1980, e un terremoto lungo 100 secondi. Lungo trent’anni. Le case sono state ricostruite, i morti compianti, le strade inaugurate, i fondi spesi. Ma la terra continua a tremare, perchè i conti con il passato sono ancora aperti, perché c’è ancora qualcosa che aspetta di essere recuperato.“

Il fulmine nella terra è un racconto in forma di monologo teatrale basato su articoli di giornale, testimonianze e documenti originali, che ricostruisce i primi giorni del sisma raccontando, a volte con ironia e a volte con crudezza, le storie delle vittime e dei soccorritori, i ritardi, l’impreparazione e gli errori dei soccorsi. Il teasto è anche anche il racconto di un’epoca che sembra molto più lontana di quanto non sia in realtà, un'ironica e a tratti dolorosa narrazione dell’Italia del 1980, rivissuta attraverso le musiche, i film e la TV di quegli anni, che rendono ancora più amaro il contrasto tra la spensieratezza dell' ”Italia da bere” e la tragicità dell'evento sismico.

Da questo testo è stato tratto uno spettacolo di teatro civile realizzato con il patrocinio del Festival Internazionale di Giffoni che, in oltre tre anni di repliche, è stato rappresentato in numerosi teatri e comuni italiani. Scrive l'autore nelle note al testo:

"Trent'anni fa, l'Italia cantava Disco Bambina con Heather Parisi, esultava per l'oro di Pietro Mennea, indossava i pantaloni stretti di Miguel Bosè, ballava al suono della Disco-music. Trent'anni fa, l'Italia si guarda allo specchio nelle macerie dell'Irpinia e non si riconosce: troppe cicatrici sul suo volto, troppe piaghe non ancora sanate, troppa gente dimenticata. I bambini di trent’anni fa sono cresciuti e oggi si guardano alle spalle e non trovano più nulla. I paesi dei loro padri sono luoghi stranieri, città lontane nel tempo, cartoline inviate da un mondo che non hanno mai conosciuto. Il 23 novembre 1980 il terremoto più distruttivo della nostra storia recente ha messo fine a un mondo e ne ha dato inizio un altro. Rievocare quel giorno a teatro significa provare a riallacciare i legami tra due epoche, due generazioni, due mondi, che dividono la stessa terra senza mai toccarsi".

In appendice al testo vengono presentato per la prima volta alcuni brani inediti.

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