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I versi rubati. E-book. Formato Mobipocket

Un ebook di  Nicola De Bello  edito da Simplicissimus, 2011

“I Versi Rubati” è la prima raccolta di Nicola De Bello, un canzoniere composto d’una trentina di testi imbastiti, appunto, come “versi rubati”, ossia direttamente suggestionati da un pugno di poeti prediletti quali Eliot e Coleridge, Pedro Salinas, gli ermetici italiani, i lirici e i classici greci, i latini, senza disdegnare i testi della musica popolare degli ultimi 40 anni. Una raccolta di “schegge”, quasi tutte di pochi versi, che ricordano, per il “formato”, gli haiku giapponesi e l'essenzialità epigrammatica, si parva licet, dell'antologia palatina. Naturalmente c'è un “tu”, una nascosta presenza femminile che emerge a intermittenza tra balenanti visioni del mondo antico, la bianca casa achea, gli schinieri che marciano sulla terra calda tra il frinire dell'ulivo, il cielo miceneo, le porte Scee. E tra i prelievi classici affiora costante l'attuale civiltà tecnologica e scientifica, la terra “non dicotomica”, le carezze “amniotiche”, il fuoco nucleare, i baci elettronici, i raggi gamma, la supernova. Qua e là i versi hanno la cadenza di una preghiera: è il sommesso soliloquio di una voce forse smarrita tra i ricordi di un mondo scomparso e la realtà della propria solitudine, sfiorata da occulte presenze. Il mondo esiste, esistono l'albero e il sole, un sole che può essere però “distante e glaciale”. E tutto è soprattutto pensato più che visto, con una presa intellettuale sulla realtà che prevale rispetto ai dati dei sensi. Che sembrano offrire immagini collegate al mito, ma disorientate nell'impatto con la realtà. L'insieme lascia trasparire le tracce di un canzoniere segreto. Qua e là affiorano teneri vocativi, sommesse invocazioni di una voce che insiste nel cercare risposte, e confonde ricordo e desiderio, come il più crudele dei mesi, l'aprile di Eliot. (Dalla "Prefazione" di Luciano Lenaz)

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