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Non così nomadi non così sedentari. E-book. Formato PDF

Un ebook di  Pavesi Nicoletta  edito da EDUCatt Università Cattolica, 2014

L’antichissimo antagonismo tra sedentari e nomadi, nato già all’apparire delle prime città quasi, seppur erroneamente, come esemplificazione unica e perfetta del binomio ordine/disordine, poggia sulla coscienza profonda che tutta la specie umana ha, e vorrebbe forse cancellare, della propria provenienza da una unica, primigenia situazione di nomadismo. Tutti siamo stati nomadi, tutti veniamo dal nomadismo della caccia (maschile, di gruppo)-raccolta (femminile, dei frutti spontanei della terra), il primo sistema economico e sociale dell’umanità, ancora rappresentato in questo nuovo millennio, ad esempio, da gruppi di San o Boscimani del Kalahari. Mai però nomadismo ha significato vagare senza senso, come spesso è elaborato dall’immaginario popolare, perché è sempre stato ed è uno spostamento periodico all’interno di una rete di punti di riferimento: clienti, gruppi parentali, fiere, dimore stabili dove passare qualche stagione come nel caso dei grandi nomadi sahariani. Ciò introduce la riflessione su cui si sviluppano i contributi contenuti in questo testo: i cosiddetti nomadi non sono poi sempre e comunque nomadi, e gli stanziali, non nomadi, non sono poi sempre stanziali a tempo pieno. È infatti evidente oggi il desiderio di molti gruppi nomadi, pensiamo specificamente ai Rom, di avere spazi sicuri dove insediarsi stabilmente e dai quali accedere senza disagi insormontabili alla scuola e al lavoro. Ed è chiaro, all’opposto, che ormai la civiltà della stanzialità e delle basi solide e durature, non perda l’occasione nelle vacanze e nei viaggi di capovolgere le regole, di vagabondare, di alloggiare in tende e camper, di vivere, passando da una all’altra, su isole tropicali fin troppo confortevoli una ritrovata, costruita e protetta dunque falsa, condizione di “libera primitività”. Non solo. La tradizione radicata nella nostra società soprattutto rurale di un commercio ambulante oltre che di beni utili anche di notizie, musica, letteratura orale, intrattenimento, è una ennesima e forte riprova di una dimensione dell’esistenza che da sempre ci attrae e ci affascina perché ricca di valori e di positiva alternatività. Le contrapposizioni nomadismo/stanzialità, oralità/scrittura, si pongono come punto di partenza per riflessioni profonde non tanto sul passato quanto sul futuro dell’umanità, e come chiave interpretativa dell’intera vicenda umana sul pianeta. Tratto dalla Premessa della Curatrice

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