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Grüß Gott. E-book. Formato EPUB

Un ebook di  Stefanini Paolo  edito da Giovane Holden, 2012

Una poesia come un lungo peregrinare per le strade di oggi, un percorso che ha il gusto agrodolce di certi frutti esotici, ma che nasce da immagini e luoghi profondamente nostrani. Sospeso tra augurio perpetuo e avvertimento contro le avversità del cammino, il Grüß Gott, l’addio teutonico che echeggia un po’ ruvido tra le aquile e i larici, è un invito deciso a proseguire, a non abbassare mai la testa e a educare lo sguardo anche a ciò che fa male.
Le parole di Paolo Stefanini hanno le spalle larghe della grande tradizione letteraria italiana e non solo: il carico dei loro significati è un gigante d’altri tempi, eppure reso lieve da quella purezza linguistica che nel panorama editoriale odierno ha del miracoloso. La carica epifanica di alcune immagini è un’eco montaliana irresistibile e l’asciutta esattezza di certe figure si fa puntuta arma ungarettiana di scolastica memoria.
Ma qui si va oltre, ci si riappropria di quel passato per alzare la guardia sul futuro, si affrontano temi scomodi e si rifugge il “banalismo dell’attimo sfuggente” per andare a caccia in quella selva di miti, simboli, desideri, sentimenti e fantasmi che è l’uomo tutto intero, sempre uguale a se stesso eppure diverso, in una parola: Poesia.

Paolo Stefanini, pisano del ’46, vive e lavora nella sua città dove è conosciuto anche per i suoi sonetti ironici in vernacolo (per i quali si veda, fra l’altro: Paolo Stefanini, Di Lingua e di Linguaccia, Pisa 2000; Alberto Zampieri, Il Vernacolo Pisano dalle Origini ad Oggi, ETS, Pisa 2006; Periodico “Er Tramme”, Pontedera, vari numeri).
Per le sue riflessioni più serie preferisce solitamente esprimersi in lingua con schemi poetici meno vincolanti. La precedente pubblicazione (Varia e Libera Musa, ETS, Pisa 2008) ha raccolto sia liriche il lingua che in vernacolo. Le sue poesie figurano in varie antologie.
Ha partecipato con successo a concorsi nazionali ottenendo riconoscimenti ed anche in Grüß Gott si annoverano liriche vincitrici o comunque premiate.

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