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Chiese siriane del IV secolo. E-book. Formato PDF

Un ebook di  Castellana Pasquale  edito da Terra Santa, 2014

Il volume offre un catalogo inedito di 35 chiese siriane del IV secolo. Un patrimonio che testimonia la prima e capillare diffusione del cristianesimo in Siria, e il contributo fondamentale di Costantino il Grande e del suo celebre Editto (313). Da allora, in queste regioni fu tutto un fiorire di chiese: alcune derivarono dalla conversione di templi pagani, ma per la maggior parte si trattò di fondazioni ex novo, concepite per soddisfare le nuove esigenze di culto. Oggi, sparsi attraverso tutto il territorio siriano, si contano centinaia di resti di edifici risalenti ai primi secoli dell’era cristiana, sorprendentemente incustoditi, abbandonati alle ingiurie del tempo e all’azione degli uomini. Si tratta di rovine poco studiate, spesso addirittura sconosciute, sicuramente mai catalogate con sistematicità. Il merito di questo volume degli archeologi francescani R. Fernández e P. Castellana (scomparso durante la sua lavorazione), oltre a offrire un chiaro inquadramento storico introduttivo sulle origini e la diffusione del cristianesimo in terra siriana, consiste proprio nel fornire, per ciascuna delle chiese prese in esame, una scheda dettagliata, che include: la storia, la pianta, la descrizione delle rimanenze in situ, gli eventuali studi precedenti e una bibliografia fondamentale. Il tutto corredato da un ingente apparato iconografico, per lo più inedito. Seconda edizione ampliata, con un breve saggio introduttivo di Danilo Mazzoleni, Rettore del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana: «Al di là del drammatico bilancio delle vittime del conflitto e dei drammi umani legati al massiccio esodo di profughi, le notizie che di quando in quando riescono a essere divulgate (…) fanno capire che i timori per la sorte dei cospicui complessi monumentali di questo Paese non sono infondati e che quello che si è conservato per oltre quindici secoli potrebbe essere stato irrimediabilmente devastato o distrutto per la fanatica follia che la guerra porta con sé».

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