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Passione e morte. Claretta e Benito. E-book. Formato EPUB

Un ebook di  Bruni Pierfranco  edito da Pellegrini, 2012

L’amore di Claretta Petacci per Benito Mussolini è la tragica allegoria di una passione in cui recita e teatro si frantumano e tutto sembra avere l’ironia del sogno. In questo amore il sogno, pur in un terribile finale, ha uno strascico tra le rughe e tra le righe che la storia, questa storia indivisibile, trascrive. L’incontro con Claretta ha il peso e la leggerezza delle pietre preziose. Una donna che si lascia morire per troppo amore. Può essere il tentativo di un sogno che non passa. Ma la storia ha le sue note, le sue virgolette, le sue citazioni. Il sogno che si fa diario e romanzo non ha la necessità obbligata di raccogliere le note a fine capitolo. Perché non c’è capitolo. Tra l’amore e la morte si resta come volo appeso tra i venti dell’attesa. Dunque. Passione e morte di un amore. Sulle piazze si giudica. La rappresentazione è aperta al pubblico, ovvero ingresso libero. Claretta, austera, ha lo sguardo stanco ma senza i segni dell’oblio. Ora parla più piano e si avvicina al suo Ben. È mai possibile processare la passione e la morte di un amore? Claretta cammina, con il visone sulle spalle, con la luce negli occhi e il suo passo sembra danzare. Saranno le scarpe con i tacchi alti. Una danza che ha onde di giovinezza e di forza. Nei suoi ricci capelli il volto ha la bellezza dell’amore. Danza sulle scarpe con i tacchi alti e riesce a tracciare il vento di un gioco inesorabile. Verranno altri racconti. Altri racconti porteranno la cifra di testimonianze e di ulteriori annotazioni. Altri racconteranno di questo amore ma le parole non basteranno più. Neppure quelle che recitano “Parla più piano…”. Ma cosa resta? L’amore, la passione, il rischio e la bellezza di una donna che ha saputo morire per il suo uomo. Cosa si dirà ancora? Una donna dagli occhi di tenerezza lunare, sui tacchi alti, stretta al suo uomo. Claretta, sempre nella sua eleganza, non ha mai avuto il timore di morire per amore. E poi basta. Senza più parole. Il punto è un obbligo.

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