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Sentinelle del mattino. Giovani liberi e coraggiosi. E-book. Formato PDF

Un ebook di  Lazzarin Piero  edito da EMP, 2015

l libro narra le vive testimonianze di giovani dei nostri giorni o di un recente passato, coraggiosi e coerenti fino anche al sacrificio della vita, come «sentinelle del mattino».   Parte prima Vittime della violenza   «Anche oggi credere in Gesù, seguire Gesù sulle orme di Pietro, di Tommaso, dei primi apostoli e dei testimo-ni, comporta una presa di posizione per lui e non di rado quasi un nuovo martirio: il martirio di chi, oggi come ieri, è chiamato ad andare contro corrente per seguire il Maestro divino, per seguire “l’Agnello dovun-que va”».(Giovanni Paolo II alla GMG di Tor Vergata, 2000)«Il martire è una persona sommamente libera, libera nei confronti del potere del mondo. Una persona libe-ra che in un unico atto definitivo dona a Dio tutta la sua vita, e in un supremo atto di fede, di speranza e di carità, si abbandona nelle mani del suo Creatore e Redentore; sacrifica la propria vita per essere associato in modo totale al Sacrificio di Cristo sulla Croce. Con una parola: il martirio è un grande atto di amore in risposta all’immenso amore di Dio».(Benedetto XVI, 11 agosto 2010)    Karl Leisner«L’angelo di Dachau»Nasce a Rees, in Germania, il 28 febbraio 1915. Muore il 12 agosto 1945, appena uscito dal campo di Dachau. Beato.Il 17 dicembre 1944 un frammento di paradiso squarcia la tenebra dell’inferno di Dachau e inon-da di luce una delle baracche nelle quali la follia nazista ha internato centinaia di sacerdoti, religiosi e seminaristi di diverse confessioni e di vari paesi. Tra i reclusi c’è un seminarista, Karl Leisner che, pur avendo già completato il corso di teologia, ri-schia di non realizzare il sogno di diventare prete e celebrare l’eucaristia perché gravemente malato di tubercolosi, e nel campo non c’è un vescovo che lo possa consacrare: un cruccio che a tratti gli appan-na gli occhi, di solito luminosi.Karl è un bravo giovane e, nonostante l’estrema debolezza cui l’ha ridotto l’acuirsi della malattia, è l’anima della sua baracca; ha una parola buona per i compagni di prigionia, li conforta, li incita a non disperare. A volte si priva persino della scarsissima razione di pane per darla ad altri. Tutti gli vogliono bene, lo chiamano «l’angelo di Dachau», e farebbe-ro non so cosa per vederlo salire raggiante i gradini dell’altare. Il 6 settembre 1944 una notizia vola da una baracca all’altra: è stato internato a Dachau il vescovo di Clermont-Ferrand, monsignor Gabriel Piguet. E tutti pensano a Karl: «Ora abbiamo un vescovo, potrebbe essere ordinato da lui». La cosa è fattibile, ma serve l’autorizzazione di monsignor Augustus von Galen, il quale, informa-to del fatto, la concede. Intanto si riesce, tramite una giovane tedesca, a far entrare nel campo una teca con il sacro crisma, l’olio mischiato con balsa-mo, consacrato il giovedì santo, che il vescovo usa per ungere le mani del neosacerdote.Da quel momento il campo è in fermento. Le differenze di religione si annullano e tutti, cattoli-ci, protestanti, ebrei, si mettono all’opera in gran segreto per preparare l’avvenimento.Un deportato russo realizza un anello per il ve-scovo; un monaco benedettino tedesco ricava da un ramo di quercia il pastorale; un sacerdote di Treves confeziona i paramenti; un religioso ingle-se la mitra episcopale e un pastore protestante un paio di sandali, mentre un ebreo si offre di suonare il violino durante la cerimonia per distogliere l’at-tenzione delle guardie.Karl si prepara con un lungo ritiro spirituale, dal 7 al 17 dicembre; i gemiti dei morenti fanno da contrappunto alle sue preghiere e alle sue me-ditazioni.La cerimonia è fissata per la terza domenica di Avvento, detta «Gaudete», «Rallegratevi», per i ri-petuti inviti alla gioia contenuti nei testi liturgici della messa.Quando la prima livida luce dell’alba filtra nel-la baracca intirizzita dal gelo, la tensione comincia a scaldare i cuori. Dopo l’interminabile, spossante appello quotidiano, all’ora convenuta, le struggen-ti note del violino annunciano che la cerimonia sta per cominciare. Indossati gli improvvisati pa-ramenti, il vescovo si accosta a un tavolo sul quale è stata stesa una bianca tovaglia, mentre intorno a lui, quasi a nasconderlo a occhi pericolosamente indiscreti, si assiepano i prigionieri della baracca. Karl siede su una panca di legno con un cero trale mani: è debolissimo ma attento, c’è voluta un’i-niezione di caffeina per dargli un po’ di forze. La tensione è palpabile, il raccoglimento intenso. Do-po aver invocato sul consacrando la protezione di tutti i santi del cielo, il vescovo gli impone le mani, dicendo con voce fioca ma decisa: «Tu es sacerdos in aeternum, sei sacerdote per sempre».Nella baracca vicina, duemila e trecento preti seguono spiritualmente il rito della consacrazione, senz’altro tra i più insoliti nella storia della chiesa. Dopo il vangelo, il vescovo annoda un fazzoletto sulle mani di Karl unte con il sacro crisma. Poi Karl concelebra con il vescovo l’eucaristia e, alla fine, spossato ma felice, alza la mano per benedire tutti coloro che, parenti e amici, hanno seguito solo con il cuore la sua consacrazione.Dopo la cerimonia, Karl è costretto a mettersi a letto e vi rimane una settimana. Si alza il giorno di santo Stefano per celebrare la sua prima e unica messa. Scrive a un amico: «Dopo cinque anni di preghiere e di attesa, sto vivendo ore, giorni di im-mensa felicità, generosamente donatimi in mezzo a tante ore di tenebre!».      

Informazioni bibliografiche

  • Titolo: Sentinelle del mattino. Giovani liberi e coraggiosi. E-book. Formato PDF
  • AutoreLazzarin Piero
  • Editore: EMP
  • Data di Pubblicazione: 18 Novembre '15
  • Genere: TEOLOGIA SOCIALE ED ECCLESIASTICA
  • Pagine: 176
  • Formato: PDF
  • Protezione: Filigrana digitale
  • ISBN-13: 9788825030402