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Lingue, letterature, nazioni. Centri e periferie tra Europa e Mediterraneo. E-book. Formato PDF

Un ebook di  Putzu I. (cur.) Mazzon G. (cur.)  edito da Franco Angeli, 2012

Il cittadino europeo medio assume che il monolinguismo (uno stato, una lingua) sia una condizione 'normale' e 'universale'. Allo stesso modo, assume che sia normale la relazione biunivoca tra stato e nazione. In realtà, entrambi gli assunti sono clamorosamente erronei. L'ideologia sottesa a tali convinzioni, a seguito di un processo plurisecolare originatosi nel tardo Medio Evo, fu elaborata in Europa nella fase del cosiddetto nazionalismo (1789-1870), quando l'asserita identità di lingua e di cultura rappresentò la base per le rivendicazioni dei vari 'risorgimenti' nazionali. Nella fissazione di tale paradigma teorico, il rapporto tra lingua e letteratura giocò un ruolo vario ma generalmente rilevante. Infatti, mentre, da un lato, la ricerca letteraria selezionava e codificava la lingua, dall'altro lato, questa veniva diffusa attraverso i canali della circolazione letteraria, giungendo a configurare un modello riconosciuto. In seguito, le diverse agenzie degli stati nazionali unitari, in specie il sistema dell'istruzione, diffusero la competenza nella lingua nazionale, erodendo lo spazio funzionale delle altre varietà in uso e configurando, nella percezione diffusa, un panorama linguistico monolingue. I saggi raccolti in questo volume riflettono sul ruolo della lingua e della letteratura nella formazione degli stati nazionali in riferimento ad alcuni casi specifici, col fine di mostrare come tale rapporto sia tanto stretto quanto non scontato.

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