ricerca
avanzata

Il quadro che visse due volte. E-book. Formato EPUB

Un ebook di  Farinotti Rossella  edito da goWare, 2012

Hitchcock, Visconti, Ford, Dreyer, Saura, Scott, Minnelli, Kubrick. Sono registi, maestri assoluti. La loro estetica è riconoscibile e magica. È un incanto perenne. Fotogrammi che si assestano nella memoria di chi li ha visti, e lì rimangono. Perché questi autori si sono affidati ad altri maestri, quelli della pittura, hanno riconosciuto la prevalenza di quell'arte nobile e hanno portato, nei loro film, quel grande valore aggiunto. Hitchcock ha esplorato Hopper: l'inquietante casa di "Psyco". Visconti ha attinto da Hayez: il famoso bacio in "Senso". Il gladiatore di Ridley Scott è semplicemente un dipinto di Gérôme. Kubrick ha "ricostruito" gli inglesi del Settecento, come Hogarth, in "Barry Lyndon" e mostrato opere contemporanee (Brancusi) in "Arancia meccanica". John Ford ha "rifatto" Remington, gran pittore del West in "Sentieri selvaggi". Saura anima Goya (La fucilazione sulla montagna) nel suo "Goya". I personaggi di Dreyer in "Dies irae" escono letteralmente dai quadri di Rembrandt. Artisti come quelli citati, applicati ai film: dunque "scenografi" strepitosi, irripetibili, non più rintracciabili. "Il quadro che visse due volte" offre la chiave di lettura di questa reciprocità fra la grande pittura e il grande cinema.

Informazioni bibliografiche