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Volumen - dialogo fra pensiero e immagine. E-book. Formato PDF

Un ebook di  Locatelli Ugo  edito da Narcissus.me, 2013

"Volumen" è un ebook bilingue interattivo articolato in 24 tavole composte da più parti simultanee: estratti dai testi-sorgente dei quattro autori di epoche diverse, fotografie e schemi, voci di glossario; un tessuto di relazioni che estende il pensiero oltre l'ordinario. Una grande mappa ipertestuale, un 'pensare figurato' nel quale ogni osservatore può ampliare la propria visione del mondo esterno e interiore attraverso tavole sensibili al suo sguardo. In qualche modo è analogo alle antiche carte: strumenti di lettura e interpretazione del mondo, utilizzati dagli esploratori per scoprire luoghi sconosciuti o per individuare nuove caratteristiche di un luogo già noto. "Volumen" [dal latino volumen o rotulus] è la più comune forma di libro in uso nella civiltà antica, orientale e occidentale. Qui è una cartografia in divenire in cui elementi della ricerca visiva e mentale dell'autore interagiscono con frammenti di quattro 'testi-sorgente' (descritti più avanti) e con i contributi critici di Maria Giulia Dondero (semiologa della fotografia e dell'immagine scientifica), Eleonora Fiorani (epistemologa, filosofa della scienza e antropologa) e Filippo Lezoli (giornalista e critico d'arte) che analizzano l'opera da diverse angolazioni ampliando il campo di osservazione. I testi-sorgente dei quattro autori - accomunati da una libertà e mobilità di pensiero fortemente anticipatrici e generative - sono: "De imaginum, signorum et idearum compositione" (1591) è l'ultima opera che Giordano Bruno pubblica prima del suo arresto a Venezia. Da essa emergono: il ruolo decisivo del 'pensare per immagini' all'interno dei processi di conoscenza; il tema del rapporto fra mente, figura e parola; l'intuizione di una natura infinita e di mondi innumerevoli che sono immagine e riflesso del divino. "Qohélet o l'Ecclesiaste" è uno dei libri poetici e sapienziali dell’Antico Testamento. Risale ai secoli IV–III a.C. quando si accentua l’interrogarsi sul senso globale del vivere e del morire. Le sue parole fanno parte, anche oggi, del linguaggio comune dal quale Qohélet ha tolto tutto il superfluo, liberandolo da omologazioni e preconcetti, e nel quale ha stratificato possibilità combinatorie e semantiche. "Comment j’ai écrit certains de mes livres" (1935) è di Raymond Roussel, considerato uno dei padri della letteratura potenziale e della letteratura combinatoria. Nel saggio, uscito postumo, Roussel spiega i meccanismi con cui progettava i suoi libri, basati sia sull'omofonia delle frasi, la distorsione fonetica, lo sdoppiamento semantico, che sulla struttura dei rebus. Un'opera disseminata di modelli di decifrazione. "Vita e opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo" (1760-1767) è di Laurence Sterne considerato il capostipite del romanzo moderno e antecedente dello spirito decostruttivo delle avanguardie del primo Novecento.

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