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L'ultimo guanche. E-book. Formato PDF

Un ebook di  Galluzzo Vinicio  edito da Narcissus.me, 2014

Questo pseudo-libro non è un testo scolastico, non sopporto chi si prende troppo sul serio, perciò se durante il mio percorso illustrativo vorrò divagare su ciò che riguarda l' arte, il sesso, la società di ieri e di oggi, lo farò senza preavviso né scrupolo. La conoscenza di numerosi musei fa da base alle innumerevoli affermazioni che inserirò in questo viaggio immaginario. Le mie esperienze personali mi autorizzano a rompere questi schemi antiquati ma non voglio che la mia indipendenza letteraria venga fraintesa e scambiata per anarchia letteraria. Solo chi scrive un libro vero può pretendere una prefazione. Tenere in mano una penna e sporcare d'inchiostro dei pezzi di carta non fa di me uno scrittore né di questi fogli un libro. Non essere uno scrittore e non aver scritto niente che si possa convenzionalmente definire libro non mi permette di esigere diritti non miei, ma mi lascia una libertà totale. Firmerò con il mio nome una prefazione che non può essere reputata tale, ma che, per le menti più esigenti chiamerò “Proemio”, senza nulla togliere alle vicende di omerica memoria. Al posto della musa invocherò e ringrazierò il caffè che mi terrà sveglio a scrivere. A posto di guerre e pellegrinaggi racconterò trenta anni di vita passati al fianco della mia famiglia d'adozione. Non so se una popolazione morta secoli fa possa essere definita “famiglia” ma sicuramente gli insegnamenti e i valori che ricevetti dalla civiltà Guance sono più simili a quelli ricevuti da un padre e una madre piuttosto che da fossili senza vita. Sia che la si odi, sia che la si ami, la propria famiglia non la si dimentica mai, così come non l'ho dimenticata io. Vorrei che, dopo averla conosciuta, non la dimentichiate neanche voi. Non voglio utilizzare una forma didattica, qualsiasi enciclopedia saprebbe utilizzarla meglio di me. Il mio scopo è quello di penetrare in una civiltà servendomi di alcuni aneddoti essenziali. Adotterò questa forma romanzata per rendere i fatti accaduti più interessanti, accessibili a tutti, facili da interpretare e capire e soprattutto per andare al di là di essi. Indubbiamente tutto questo innervosirà gli innumerevoli studiosi di questa civiltà, ma non sarà certo per questo motivo che la mia stima e la mia ammirazione diminuiranno nei loro confronti. A mia discolpa utilizzerò una frase di mia madre: “Quando raccontavo una bugia ben colorata, tutti mi credevano, quando raccontavo la verità nuda e cruda, sono sempre passata per una falsa”. Io non arriverò mai a questo estremo. A chi mi legge voglio porre una dom

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