Morello Monte Libri
Libri con argomento Morello Monte Viaggi e vacanze
Monte Morello in MTB. 22 itinerari cicloescursionistici Landeschi Stefano - Apice Libri, 2020 - Sextus
In pochi anni la mountain bike è diventata una compagna di viaggio per chi ama le escursioni a tutti i livelli, trasformandosi in modelli superleggeri, adattabili a qualsiasi terreno, e infine in e-bike. Con le bici muscolari o a pedalata assistita ci si arrampica sempre più frequentemente su itinerari montani come quelli di Morello. Questa pubblicazione è una guida utile sia per chi si avvicina al mondo delle cicloescursioni sia per chi le pratica da tempo, e permette di conoscere con precisione gli itinerari più belli presenti sul Monte che sovrasta Firenze e la Piana. In totale 21 percorsi montani o pedecollinari analizzati nei particolari - corredati da mappe e curiosità sulla presenza di scorci artistici e storici -, più uno dedicato ai laghi della Piana. Il libro si apre con un'introduzione dettagliata sull'uso della mountain bike, sull'abbigliamento, sulla meccanica e sugli accessori da portare durante le escursioni.
Monte Morello. Carta dei sentieri. Scala 1:25.000 - Dream Italia, 2017
Carta escursionistica di monte Morello.
Monte Morello. Storie, bellezze e la sua gente. Ediz. italiana e inglese Ceccatelli Egisto Nino Casi Mauro Bolognini Francesco - Edizioni Pendragon, 2015 -
"Da bambino ero un selvaggio. Vivevo a Pisa, in periferia, dove ora c'è la sede della Facoltà di Agraria. Fosse estate o inverno, giravo scalzo nel grande parco della villa. I porcospini, le chiocciole, i ranocchi, i pesci erano i miei amici ed i miei giocattoli preferiti. L'odore dell'Arno, degli alberi e della terra mi vivevano dentro. Che gioia! Tornare in casa era sempre un tormento perché mia madre aveva trasformato una grande stanza in negozio di parrucchiera e gli odori dei cosmetici arrivavano un po' ovunque. Amavo mia madre ma odiavo quella miscela di prodotti chimici che cancellava il profumo della natura e dell'aria pulita. Da grande ho poi vissuto a Prato, a Roma e a Londra, ma sono rimasto ugualmente un selvaggio. Penso di essermi sentito più a mio agio sulle cime dell'Himalaia che in una stanza d'ufficio: un'infelice gabbia dove il fumo delle sigarette e l'odore del chiuso mi riportavano alle sofferenze dell'infanzia. Appena uscito dal lavoro, a seconda delle stagioni, il letto del Bisenzio, la Calvana o il Monte Morello diventavano le mie ancore di salvezza. Fugaci libertà ritrovate. Nelle lunghe giornate d'estate, quando la meta era Monte Morello, il percorso diventava quasi sempre lo stesso. Arrancavo con il mio motorino fino al rifugio Gualdo, poi su per lo sterrato che porta a Poggio Cornacchiaccia..."