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  • 9791254723333 La vita e l'opera di Albrecht Dürer
  • 9791254722701 Rinascimento e rinascenze nell'arte Occidentale
L'iconografia della Camera di San Paolo del Correggio libro
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LIBRO   9791254722367

L'iconografia della Camera di San Paolo del Correggio Panofsky Erwin   -  Abscondita, 2025  -  Carte D'artisti

Erwin Panofsky - per unanime giudizio uno dei più grandi critici d'arte del Novecento - affronta in questo saggio del 1961 uno dei gioielli artistici del tardo Rinascimento, la «Camera del Correggio» nel monastero di San Paolo a Parma. Pochi anni prima, nel 1958, si era cimentato nell'impresa Roberto Longhi, e anche il suo magistrale saggio (Correggio) è pubblicato in questa stessa collana. Il dialogo a distanza tra questi due grandi è entusiasmante. Due metodi, due sistemi euristici si confrontano e si affrontano. Panofsky analizza il capolavoro del Correggio collezionando indizi e prove documentarie, ispezionando le fonti letterarie e iconologiche, quale premessa per la decifrazione del complesso sistema di immagini. Longhi si era invece immerso nella psicologia dell'opera, fa coincidere la sua «prosa d'arte» con il pensiero che sta dietro le immagini, restituisce l'artista all'epoca in cui ha vissuto. Ma al di là delle sostanziali differenze, soprattutto una cosa accomuna i due saggi: l'eccellenza, il magistero critico, l'aristocrazia dello spirito.

€ 22.00 € 20.90
LIBRO   9791254720424

L'iconografia della Camera di San Paolo del Correggio Panofsky Erwin   -  Abscondita, 2022  -  Carte D'artisti

Erwin Panofsky - per unanime giudizio uno dei più grandi critici d'arte del Novecento - affronta in questo saggio del 1961 uno dei gioielli artistici del tardo Rinascimento, la «Camera del Correggio» nel monastero di San Paolo a Parma. Pochi anni prima, nel 1958, si era cimentato nell'impresa Roberto Longhi, e anche il suo magistrale saggio (Correggio) è pubblicato in questa stessa collana. Il dialogo a distanza tra questi due grandi è entusiasmante. Due metodi, due sistemi euristici si confrontano e si affrontano. Panofsky analizza il capolavoro del Correggio collezionando indizi e prove documentarie, ispezionando le fonti letterarie e iconologiche, quale premessa per la decifrazione del complesso sistema di immagini. Longhi si era invece immerso nella psicologia dell'opera, fa coincidere la sua «prosa d'arte» con il pensiero che sta dietro le immagini, restituisce l'artista all'epoca in cui ha vissuto. Ma al di là delle sostanziali differenze, soprattutto una cosa accomuna i due saggi: l'eccellenza, il magistero critico, l'aristocrazia dello spirito.

€ 22.00
LIBRO   9788884165817

L'iconografia della Camera di San Paolo del Correggio Panofsky Erwin   -  Abscondita, 2017  -  Carte D'artisti

«È difficile compendiare in modo sistematico l'insieme dei contenuti espressi dalla Camera di San Paolo. Gli affreschi del Correggio non sono ispirati a un rigido schema teologico o filosofico, come la Cappella Sistina di Michelangelo o la Stanza della Segnatura di Raffaello; né essi ci narrano "attraverso la metafora delle favole antiche" les faits et gestes di un singolo individuo, come nella decorazione di Perin del Vaga di Palazzo Doria a Genova, o in quella del Rosso della Galleria Francois I a Fontainehleau; né hanno lo scopo di fornire una rappresentazione di vasto respiro della mitologia classica, come nel caso del soffitto di Palazzo Rucellai a Roma, di Jacopo Zuechi. [...] È un mondo strano quello in cui la badessa Gioanna da Piacenza cercò rifugio, sottraendosi a ciò che ritenne un'ingiusta persecuzione: un mondo fatto di audacie, colmo di orgoglio, ma anche di rassegnazione; un mondo non realmente pagano, ma neppure esplicitamente cristiano. L'uomo dovrebbe andare alla ricerca della gioia, ma nel contempo tentare di trascendere il mondo fisico, e agire in modo consono alle proprie possibilità, mantenendo la pace il più a lungo possibile e imbracciando le armi per difendere le proprie convinzioni solo quando è necessario. La Fortuna, egli spera pur non potendo esserne certo, sarà la 'compagna della Virtù'. Ma né lui né il sommo tra gli dèi dell'Olimpo possono aspirare a un fine più alto di quanto non sia l''agire nel migliore dei modi', come Platone dice di Dio: poiché, alla fine, tutto è governato dal Fato.»

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