Libri di Vito Bianco
Bibliografia di Vito Bianco: tutti i libri in vendita online LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Planisfero Bianco Vito - Antipodes, 2025
Nelle nuove poesie di Vito Bianco si coglie una sorprendente puntualità espressiva, prossima all' "entelechia", al pieno compimento, alla completa realizzazione delle potenzialità già scorte sin dai componimenti d'esordio. Nei suoi versi ricorrono spesso immagini ("il fiato di foglia" della gazzella, "fiore carnale della terra", il collo magnifico della giraffa a "cui starebbe bene un giro di perle", "la montagna che annusa i cieli") che affrancano il linguaggio da ogni destinazione "calcolante", e lo pongono in sintonia col suo carattere più proprio, cioè quello di una rappresentazione simbolica della realtà mediante una stravagante congiunzione dei sensi. Ciò probabilmente intendeva Goethe quando sosteneva che la creazione poetica fosse testimonianza di liberazione.
Le nevi perenni Bianco Vito - Antipodes, 2022
"Le nevi perenni" è la quarta tappa di un percorso cominciato più di tre decenni fa. Segue e approfondisce i temi e le atmosfere di "Avamposto sul confine": il viaggio, l'attenzione al potenziale inquietante e metafisico di cose e azioni ordinarie, la riflessione sulla lingua in generale e quella poetica in particolare, come per una continua verifica della sua forza significante e metaforica. Niente simboli, ma molti correlativi oggettivi, dettagli decisivi visti da una distanza ravvicinata. Le nevi del titolo alludono a uno stato di perfezione e di permanenza che si oppone al flusso continuo del mondo e della vita. Non mancano distorsioni liriche che accendono tensioni verticali nel mezzo del racconto in versi condotto per allusioni, ellissi e improvvise deviazioni. Un libro compatto e al contempo variato e imprevedibile; dove si riconosce facilmente una voce originale, sicura, nitida.
Avamposto sul confine Bianco Vito - Torri Del Vento Edizioni Di Terra Di Vento, 2020
"In un universo dove la faglia fra sé e l'altro, fra tutti gli esseri viventi e fra parola e azione si allarga ogni giorno inesorabile, l'unica possibilità di commozione è etimologica, è nel muoversi con: "Fino a quando tutto si muove / possiamo assecondare il movimento". Essere un camminatore solitario che sceglie di stare dall'altro lato del vento in strade sperdute e lascia orme più leggere del fumo smette di essere una condanna e diventa una scelta se si può essere battista e testimone di tutto ciò che si muove: è la sola speranza di senso, il solo modo per non sentirsi sempre e soltanto "un passante che trascorre / assordato sulla terra instabile / e non trova o sa un minuto cavo / dove sostare", un cerotto staccato dalla ferita, che si perde nella corrente, un cappotto che cade dalle spalle, un tetto che crolla sotto il peso della neve. Solo il movimento può "percuotere l'assenza primordiale", può torturare il nulla "perché parli / una lingua che ci faccia capire"." (Dalla nota critica di Leonora Cupane).