Libri di Cur Birocchi

Bibliografia di Cur Birocchi: tutti i libri in vendita online BIOGRAFIE E STORIE VERE

LIBRO   9791223501368

Civiltà del diritto. Emilio Lussu Giacomo Matteotti Silvio Trentin Birocchi I. (Cur.)   -  Editoriale Scientifica, 2024  -  Impronte Culturali

Emilio Lussu (1890-1975), Giacomo Matteotti (1885-1924), Silvio Trentin (1885-1944) hanno tratti peculiari e per certi versi eccezionali: il coraggio estremo di fronte alla dittatura, lo sprezzo del pericolo per sé, la dedizione disinteressata al prossimo. Nel senso comune e anche nella storiografia sono stati perciò considerati spesso come miti. Solo abbastanza di recente si è affermata la tendenza a restituirli alla loro umanità, espressa nella vita familiare, nella professione, negli studi prediletti, nell'impegno politico. Questo libro prosegue su questa strada proponendone aspetti che si intrecciano e perciò stesso aiutano a comprenderli nel loro agire senza separarli dai contesti in cui vissero

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Mariano d'Amelio. Mezzo secolo di cultura giuridica tra diritto e politica (1891-1943) libro
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LIBRO   9788846773470

Mariano d'Amelio. Mezzo secolo di cultura giuridica tra diritto e politica (1891-1943) Birocchi I. (Cur.)   -  Edizioni Ets, 2025  -  Jura. Temi E Problemi Del Diritto

Qual è il senso di un libro dedicato tutto a Mariano d'Amelio (1871-1943) che trascorse l'intera vita professionale in magistratura, quasi cinquant'anni di cui ben diciotto - autentico record - come primo presidente della Cassazione? Un giurista pratico può arrivare agli onori della cronaca, ma ciò difficilmente interessa la storia della cultura, anche della cultura giuridica. Né le cose cambierebbero di molto se si tenesse conto che per l'attività amministrativa svolta giovanissimo in Sicilia e nella colonia eritrea, e successivamente da 'gabinettista' in diversi ministeri, d'Amelio fu magistrato-burocrate, figura tutt'altro che singolare tra le alte sfere dell'ordine giudiziario nella prima metà del Novecento. Ma la prospettiva si allarga se si considera che egli operò anche come diplomatico nelle trattative sulle riparazioni di guerra, come membro quasi perenne di commissioni di riforma dei codici dal primo dopoguerra in avanti, come incaricato di funzioni di rappresentanza per conto del governo all'estero. Sembrerebbe a questo punto il profilo del grand commis de l'État, ma si deve ancora aggiungere che fu presidente della Società per il progresso delle scienze, direttore effettivo o condirettore di importanti riviste giuridiche, ideatore e direttore di una grossa impresa enciclopedica nel campo del diritto, presidente dell'Istituto per la unificazione del diritto privato, nonché, negli ultimi vent'anni di vita, senatore e persino 'opinionista' assai seguito sulle pagine del «Corriere della sera». Oltre a svolgere le funzioni 'naturali' del ius dicere, ebbe insomma a che fare con quelle del legislatore e dell'amministratore, in stretta relazione con i principali personaggi del suo tempo, nella politica e nelle istituzioni. D'Amelio coltivò sempre l'idea che il diritto fosse una sovrastruttura e si pose senza infingimenti la questione del rapporto tra politica e diritto. Il suo profilo può offrire una chiave per comprendere la generazione di giuristi che operò in Italia tra l'età giolittiana e lo Stato totalitario.

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