Libri di Cur Bucci
Bibliografia di Cur Bucci: tutti i libri in vendita online SCIENZE UMANE
Storia dei Concili Ecumenici. Attori, canoni, eredità Bucci O. (Cur.) Piatti P. (Cur.) - Città Nuova, 2014 - Grandi Opere. Dizionari
A cinquant'anni dal Vaticano II una panoramica sui Concili Ecumenici. Dal Concilio di Nicea (325) al Concilio Vaticano II (1962) sono ventuno i concili ecumenici della storia della Chiesa. Ciascuno ha rappresentato un momento importante e solenne della cristianità; luogo chiave di confronto e soluzione su questioni relative alla vita e alla dottrina della Chiesa. Frutto di un'èquipe di dieci studiosi, nel volume ciascun concilio viene presentato attraverso una scheda articolata in tre sezioni: attori, canoni, eredità. Due saggi introduttivi offrono un utile strumento interpretativo della materia. Il primo riflette sul rapporto tra il primato petrino e i concili, mentre il secondo illustra il dibattito sui criteri della 'ecumenicità' dei concili dal secolo XVI sino ai nostri giorni.
Il futuro della mente. Da Leonardo alla società della conoscenza Bucci P. (Cur.) Galletti M. (Cur.) - Edizioni Ets, 2021 - Dialogica
I saggi raccolti in questo volume cercano di tracciare un bilancio della riflessione sulla mente a partire dall'ingegno di Leonardo da Vinci fino a giungere alle nuove frontiere della scienza e della tecnologia. Immaginare il "futuro della mente" significa anche interrogarsi sui caratteri e i limiti della natura umana, sul rapporto mente-corpo, sulla relazione fra intelligenza naturale e artificiale e sull'impatto della tecnica sul nostro rapporto con il mondo. I contributi si basano sulle relazioni e sulle comunicazioni presentate all'omonimo convegno nazionale, organizzato dalla Società Filosofica Italiana dal 7 al 9 novembre del 2019 tra Pistoia e Firenze.
Il panegirico del 307 per Massimiano e Costantino Bucci T. (Cur.) - Cacucci, 2015 - Biblioteca Della Tradizione Classica
Il primo maggio del 305 Diocleziano, fautore della Tetrarchia, e Massimiano suo collega deposero il potere, rispettivamente a Nicomedia e a Milano. Mentre i due dimissionari, seniores Augusti, si ritiravano l'uno a Salona in Dalmazia, l'altro in uno dei suoi possedimenti in Campania o in Lucania, Galerio e Costanzo (già Cesari di Diocleziano e di Massimiano) divenivano Augusti, l'uno per l'Oriente, l'altro per l'Occidente. Scartati Massenzio, figlio di Massimiano e Costantino, figlio di Costanzo, furono designati Cesari Severo in Occidente e Massimino Daia in Oriente. Alla morte di Costanzo Cloro ad Eburacum, il 25 luglio del 306, Costantino, che aveva raggiunto il padre in Britannia, fu acclamato imperatore dalle truppe paterne, ma Galerio, Augusto in carica, si limitò ad accordare al giovane rampollo imperiale il solo titolo di Cesare, mentre Severo subentrava a Costanzo come Augusto. Unico escluso era Massenzio, figlio (o figliastro) di Massimiano, il quale sobillò a Roma una sommossa, che esitò nella sua proclamazione a princeps. E in questa occasione Massimiano, sollecitato da Massenzio, colse l'opportunità di tornare al potere.