Libri di Marco Ciriello
Bibliografia di Marco Ciriello: tutti i libri in vendita online Biografie: sportivi
Marco Pantani. Alto sui pedali. Una vita alla rovescia Ciriello Marco - Sperling & Kupfer, 2023 - Varia
Questa è una storia alla rovescia, è una vita sottosopra. Ci sono le cadute e poi le ascese, le discese prima delle salite. Qui si muore e dopo si nasce, prima si perde e poi si vince. Decide di partire dalla fine, Marco Ciriello, per raccontare Marco Pantani. Tutto inizia dal buio di quel terribile 14 febbraio 2004 nel quale il campione romagnolo perse la vita, per poi procedere a ritroso come ne La freccia del tempo di Martin Amis. Pagina dopo pagina, Pantani ricomincia a vivere: il suo cuore riprende a battere, i suoi piedi premono di nuovo sui pedali e la sua vita vibra ancora una volta tra coraggio e paure, imprese e agonie, vittorie e solitudini. A un tratto ricompaiono i suoi avversari, quelli nuovi e i più vecchi, e le montagne sulle quali inerpicarsi veloce come il vento; ritornano Madonna di Campiglio, la rabbia e lo sconcerto, il Tour de France vinto e il Giro d'Italia dominato. E in questo incedere al contrario si aprono scorci inaspettati, si creano legami e connessioni tra eventi, luoghi e persone all'apparenza lontanissimi: e così Pantani, più che un «pirata», ci sembrerà l'ultimo re mongolo; la sua Romagna un pezzo d'Asia nel cuore d'Italia; il suo corpo, come lo furono quelli di Aldo Moro e Pier Paolo Pasolini, il simulacro di un'intera nazione. Marco Ciriello racconta Marco Pantani come non era mai stato fatto prima e lo fa assumendo un punto di vista obliquo, capace di cogliere la complessità di un eroe tragico e di rileggere in una chiave nuova una vicenda (sportiva, umana, collettiva) tra le più straordinarie, coinvolgenti e drammatiche dei nostri tempi. Fino alla fine, dove tutto ha inizio.
Maradona è amico mio Ciriello Marco - 66Thand2nd, 2018 - Vite Inattese
Per quello che fece in campo la sentenza è già stata emessa dal tribunale degli dèi, il solo competente: fu il più grande di tutti, capace di entrare perfino nel cuore di chi voleva e doveva odiarlo. Ben più severo il verdetto dei mortali, mai propensi a valutare con il giusto distacco le contraddizioni di un uomo che, prima di ogni altra cosa, è stato uno straordinario moltiplicatore di sogni ed esistenze, tanto che chi ha voluto raccontarne i fantasmi presto o tardi ha dovuto fare i conti con i propri. È successo anche a Marco Ciriello, che qui ripercorre la vita di Diego Armando Maradona con l'intento di restituirne l'immaginario pop e consegnarci un ritratto del Pibe de oro per quello che, in fondo, è sempre stato: un eversore più o meno consapevole, «un Lenin allegro e soprattutto cazzare che, scremando tutta la parte noiosa, arriva al sodo in un solo tocco o in una sola frase». Utilizzando il proprio eroe come uno specchio borgesiano, in un gioco di rimandi narrativi che, seguendo la lezione di Cortàzar e Tarantino, scardina ogni coordinata spaziotemporale, Ciriello rivive anche la propria storia di adolescente in attesa di varcare la linea d'ombra, in una Napoli sospesa tra il sacco degli anni Ottanta e la primavera dei Novanta, che accolse Maradona come un figlio insperato, lo venerò come un amante capriccioso e lo protesse come un padre ormai sfiorito. Ottenendo in cambio una felicità ancora sconosciuta e mai più provata.