Libri di Floriana Conte
Bibliografia di Floriana Conte: tutti i libri in vendita online Storia dell’arte: stili artistici
Tra Napoli e Milano. viaggi di artisti nell'Italia del Seicento. Vol. 2: Salvator Rosa Conte Floriana - Edifir, 2014 - Studi E Percorsi Storico-Artistici
Il piano complessivo dell'opera si articola in due tomi, tra loro strutturalmente collegati. Il primo, qui presentato, costituisce una vera e propria storia dell'arte nell'Italia del Seicento, in cui la capitale del Viceregno spagnolo, Napoli, appare in competizione e in dialogo costanti con Roma e con l'altro polo spagnolo in Italia, il ducato di Milano. Singolarmente attivo è il ruolo giocato per quasi quarant'anni da Pescocostanzo, località posta in posizione strategica tra le due grandi capitali del Centro e del Sud, polo di attrazione per molti artisti lombardi fin dal Quattrocento; molto articolati si rivelano i movimenti degli artisti, anche stranieri, tra Milano, Roma, Napoli e centri minori del Viceregno; nuova è la ricostruzione completa (poggiata su documenti che si ritenevano perduti) del ruolo che il fondatore dell'Accademia napoletana degli Oziosi, Giovan Battista Manso, ricopre (per volontà esplicita del defunto) nella edificazione del monumento funebre di Giovan Battista Marino. Da Tanzio da Varallo (la cui pala di Pescocostanzo, celebre e misteriosa, viene svelata e restituita alle sue due anime, lombarda e napoletana), a Massimo Stanzione, ai cantieri della grande decorazione e della scultura funebre a Napoli il quadro ricostruito è anche una problematica e ponderosa introduzione a Salvator Rosa, protagonista del secondo tomo dell'opera.
Con lo Zingarelli sotto il braccio. I libri per Mario Schifano Conte Floriana - Accademia Dell'arcadia, 2022 - Il Bosco Parrasio
Per dipingere Mario Schifano non trae spunto solo da cartelloni pubblicitari, segnaletica, copertine di dischi, riviste di musica leggera e televisione. Si presenta al pubblico come illetterato ma colleziona compulsivamente libri le cui copertine, le cui pagine, le cui parole diventano iconografie, materiali, titoli per i quadri: non solo i tanti libri illustrati sul Futurismo, ma anche libri di Honoré de Balzac, Goffredo Parise, Alberto Moravia, Primo Levi, Italo Calvino, Alan Alexander Milne, Maurice Merleau-Ponty, Ronald D. Laing, la collana «Psiche e coscienza» di Astrolabio e veri e propri repertori di parole come il dizionario Zingarelli e il Grande dizionario enciclopedico UTET. Lo Schifano pittore e lettore autodidatta rappresenta dunque un caso di studio esemplare che conferma, una volta di più, che la storia dell'arte moderna si scrive anche facendo la storia delle opere d'arte e dei libri altrui a cui gli artisti prestano attenzione: senza un rapporto con la tradizione non esiste creazione artistica.
Tra Napoli e Milano. Viaggi di artisti nell'Italia del Seicento. Ediz. illustrata. Vol. 1: Da Tanzio da Varallo a Massimo Stanzione Conte Floriana - Edifir, 2012 - Studi E Percorsi Storico-Artistici
Il piano complessivo dell'opera si articola in due tomi, tra loro strutturalmente collegati. Il primo, qui presentato, costituisce una vera e propria storia dell'arte nell'Italia del Seicento, in cui la capitale del Viceregno spagnolo, Napoli, appare in competizione e in dialogo costanti con Roma e con l'altro polo spagnolo in Italia, il ducato di Milano. Singolarmente attivo è il ruolo giocato per quasi quarant'anni da Pescocostanzo, località posta in posizione strategica tra le due grandi capitali del Centro e del Sud, polo di attrazione per molti artisti lombardi fin dal Quattrocento; molto articolati si rivelano i movimenti degli artisti, anche stranieri, tra Milano, Roma, Napoli e centri minori del Viceregno; nuova è la ricostruzione completa (poggiata su documenti che si ritenevano perduti) del ruolo che il fondatore dell'Accademia napoletana degli Oziosi, Giovan Battista Manso, ricopre (per volontà esplicita del defunto) nella edificazione del monumento funebre di Giovan Battista Marino. Da Tanzio da Varallo (la cui pala di Pescocostanzo, celebre e misteriosa, viene svelata e restituita alle sue due anime, lombarda e napoletana), a Massimo Stanzione, ai cantieri della grande decorazione e della scultura funebre a Napoli il quadro ricostruito è anche una problematica e ponderosa introduzione a Salvator Rosa, protagonista del secondo tomo dell'opera.