Libri di Cur Martoni
Bibliografia di Cur Martoni: tutti i libri in vendita online ARTI
Bartolomeo Montagna. Opere nel Veneto Martoni A. (Cur.) Menghetti F. (Cur.) - Scripta, 2025 - Studi E Ricerche
Ispirato dalle novità di Antonello da Messina e Giovanni Bellini in laguna, Bartolomeo Cincani detto Montagna (1450ca-1523) è l'artista vicentino che si colloca tra le voci più alte del Rinascimento veneto, rinnovandone in profondità la pittura, attraverso un'intensa attività destinata in larga parte alle più importanti comunità religiose e alla devozione di committenti privati. Con stabile bottega nella città di Vicenza, egli destina molti dei suoi capolavori a chiese e monasteri del suo territorio, che vantano ancora, nonostante le dispersioni, il maggior numero di dipinti, con il Museo Civico di Palazzo Chiericati a contare le maggiori attestazioni. La sua arte, contraddistinta da un disegno franco e raffinatissimo e da un colore prezioso e ricco di velature, si esprime nell'attenta osservazione della fisiognomica, dei dati di natura e del paesaggio, proposto in suggestivi e luminosi squarci che dialogano con i personaggi sacri. Raccogliendo tutte le opere di Montagna fruibili che si conservano nel Veneto, il volume si configura come il catalogo di una mostra ideale "su carta", capace di restituire pienamente il valore di un ricco patrimonio diffuso sul territorio.
Moretto. Il Redentore fanciullo tra le Tavole della Legge e la Croce. Un capolavoro ritrovato. Ediz. a colori Martoni A. (Cur.) - Silvana, 2025 - Arte
L'attitudine a una sincera e intima religiosità è tratto distintivo che caratterizza la produzione sacra di Alessandro Bonvicino detto il Moretto, capace di testimoniare e restituire il tormentato clima religioso cinquecentesco italiano tra Riforma e Controriforma. L'opera oggetto di questo studio, da attribuire alla fase più tarda della produzione del Moretto, sorprende per la singolarità del soggetto, che non trova simili nella pittura coeva. La scelta iconografica, fortemente connessa ai percorsi contemplativi della cultura claustrale femminile, fa pensare che l'opera fosse nata per un monastero di clarisse. Protagonista è il Redentore fanciullo, probabilmente parte di una composizione originariamente più ampia, forse la cimasa di una pala d'altare, concepita infatti con un lieve scorcio prospettico tale da presupporre una vista dal basso. Il Bambino, con la destra alzata in atto di benedire, è raffigurato con la candida veste del Risorto e si pone significativamente al centro di una struttura ternaria che vede alla sua sinistra, accanto al globo, il Decalogo, a simboleggiare l'Antico Testamento, mentre alla sua destra si leva la Croce di Redenzione, rappresentazione del Nuovo Testamento. Il restauro, promosso da Fondazione Luciano Sorlini, ha evidenziato come il dipinto si fosse mantenuto in discreto stato conservativo seppur al primo impatto si avvertisse il marcato viraggio cromatico che ingialliva sensibilmente le coloriture originali, fenomeno dovuto principalmente all'alterazione dei materiali di restauro. La necessità di porre mano alla tela è scaturita principalmente dall'esigenza di ridonare piena leggibilità ed equilibrio cromatico a quest'opera, mortificata e soffocata dalle considerevoli stratificazioni di materiali non originali.