Libri di Angelo Mellone
Bibliografia di Angelo Mellone: tutti i libri in vendita online Raccolte di poesia di singoli poeti
In fin dei conti. Capitoli di una messinscena Mellone Angelo - Cartacanta, 2023 - I Passatori
"«Se mancano le parole/ mi sento povero,/ un inutile mammifero» dice a un certo punto l'autore di questa messa in scena di testi ritmici, poetici, patetici, atletici. Testi che vanno in diverse direzioni tematiche e psicologiche, testi-sismografo di una vita intensa e ferita, radicale e sparsa. Il modo spudorato in cui queste ritmate ballate illustrano la vita (o meglio il suo rovescio verbale, il suo coro, il concerto o quasi colonna sonora d'accompagnamento) è, come dichiara subito, da lettura scenica o a voce alta." (Dalla quarta di Davide Rondoni)
Questo solo ti posso dare Mellone Angelo - Pequod, 2022 - Rive
«"Questo solo ti posso dare" è il quarto poema sentimentale e civile di Angelo Mellone - tutti e quattro scritti nell'arco di un decennio molto prolifico per lo scrittore tarantino. Rispetto ai tre precedenti, è il più intimo e privato, addirittura testamentario. Mellone vi si pone il dilemma dell'eredità, rivolgendosi in maniera diretta e frontale ai suoi tre figli, provando a costeggiare senza reticenze lo spettro dell'oblio.» (dall'introduzione di Andrea Di Consoli)
Acciaiomare. Il canto dell'industria che muore Mellone Angelo - Marsilio, 2013 - Gocce
Dopo "Addio al Sud", accolto benissimo dalla critica e dal pubblico dei teatri in cui è stato presentato, Angelo Mellone scrive il secondo capitolo di una trilogia sulla sua terra, sempre nella forma di monologo poetico, di comizio civile e lirico. "Acciaiomare" è canto funebre e peana d'amore, ma anche requisitoria e arringa al tempo stesso, invettiva ed engagez-vous, per un Sud e per una città - Taranto - al centro di uno dei più grandi casi economico-industriali al mondo. Mellone, in un caleidoscopio di immagini e ricordi, di luoghi e persone, di visioni ed emozioni, "scioglie all'urna un cantico" che ha la rabbia di una rivendicazione e l'amore di un figlio, il respiro della planata e la precisione del colpo secco. Perché "acciaio" a Taranto vuol dire tante, troppe cose, per chi ci vive e per chi da lì proviene.