Libri di Donata Meneghelli
Bibliografia di Donata Meneghelli: tutti i libri in vendita online Letteratura, storia e critica: studi generali
Il valore degli oggetti. Segni, spoglie, scarti nel romanzo dell'Ottocento Meneghelli Donata - Nottetempo, 2024 - Saggi. Extrema Ratio
Viviamo ormai in un presente smaterializzato, in cui gli oggetti sembrano svanire per lasciare il posto a byte, informazioni, realtà virtuale, e a una nostalgia della presenza sempre più forte. Così leggiamo i grandi romanzi dell'Ottocento - le opere di Balzac, Dickens e James - e almeno in apparenza vi troviamo la materialità che trionfa, si moltiplica e invade il mondo. Un mondo densamente "oggettificato", che diventa sempre più tangibile, grazie a una serie di trasformazioni economiche e sociali: lo sviluppo della società industriale, la crescente produzione massificata di merci e la loro immissione sul mercato a ritmi prima inimmaginabili, una nuova visibilità che si manifesta in vetrine, commerci, esposizioni, pubblicità. Ma, si chiede Donata Meneghelli in questo studio penetrante e innovativo, l'Ottocento è veramente il regno oggettuale oggi perduto? La risposta non è scontata, e nemmeno univoca. Il libro si interroga sui nuovi rapporti tra il materiale e l'immateriale che la modernità riconfigura, e sui limiti della stessa materialità, attraverso tre parole chiave - segni, spoglie, scarti -, ciascuna delle quali designa uno specifico aspetto di ciò che l'antropologo Arjun Appadurai ha chiamato la vita sociale delle cose. Senza pretesa di esaustività, esse permettono sia di costruire una fenomenologia che dall'Ottocento arriva a toccare anche la nostra contemporaneità, all'incrocio tra procedimenti retorici e storia culturale, sia di verificare quanto gli oggetti hanno ancora da dire su di noi e a noi, come ci interpellano sulle nostre credenze e sulle nostre illusioni.
Storie proprio così. Il racconto nell'era della narratività totale Meneghelli Donata - Morellini, 2013 - Tracciati
A partire da una ricognizione sulla grande fortuna del racconto negli ultimi trent'anni, non tanto come forma del discorso letterario, ma come modalità di pensiero, di lettura e di comprensione del mondo, lo studio di Donata Meneghelli ripercorre criticamente alcune categorie-chiave della teoria narrativa. Prendendo le mosse dall'instabilità semantica del termine "racconto", che è giunto a designare fenomeni molto diversi, talvolta lontanissimi dalle accezioni più comuni, e mettendo a confronto molteplici definizioni che si sono stratificate nel tempo, il libro si concentra in particolare su alcuni aspetti che costituiscono ancora oggetto di discussione: la distinzione tra storia e discorso, l'enunciazione e la nozione di narratore, la prospettiva, il plot, la temporalità, il fondamento narrativo dell'identità. Il baricentro della riflessione rimane la letteratura. L'indagine, tuttavia, ha sempre, come sfondo, un orizzonte più ampio: da una parte, la natura transmediale del racconto e il carattere strutturalmente contaminato del nostro immaginario; dall'altra, il valore che il racconto ha assunto nell'ambito delle scienze umane come strumento cognitivo, come modello epistemologico alternativo, un valore che è stato variamente rivendicato, ma anche messo in questione, dalla filosofia e dal pensiero femminista, dalla storiografia, dall'antropologia, dalla psicologia.
Una forma che include tutto. Henry James e la teoria del romanzo Meneghelli Donata - Il Mulino, 1997 - Dip. Di Italianistica-Univ. Bologna
Una forma che include tutto. Henry James e la teoria del romanzo - Il Mulino