Libri di Giovanni Russo
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L'eredità dello sguardo. Viaggiatori francofoni nella Calabria del '700 e '800 Russo Giovanni - Ferrari Editore, 2019 - Cultura E Territorio
«Sembra qui che la natura si rivolti contro le conquiste dell'uomo e si burli della civilizzazione, non opponendole ostacoli invincibili, come nelle Alpi, ma abbellendola, come nella pittura!» (Astolphe de Custine, 1812). La Calabria in un itinerario storico-letterario-esperienziale da leggere attraverso gli sguardi di viaggiatori francofoni che la visitarono e raccontarono, alla fine del Settecento e lungo l'Ottocento, spinti dalle più variegate esigenze. Giovanni Russo ha studiato, raccolto, selezionato e tradotto dal francese memorie e testimonianze, di cui alcune inedite, per creare e ricomporre un vero e proprio percorso rigenerante nell'eredità dello sguardo. Riflessioni, in forma epistolare, diaristica e intellettuale, nate per condividere i resoconti culturali, antropologici, emozionali e paesaggistici di una terra che oggi per molti aspetti non esiste più. Un volume che aiuta a ritrovare le costanti e i mutamenti dell'anima di un territorio, trasformando il viaggio e la scrittura in occasioni di scoperta e riconoscimento.
Carlo Levi segreto Russo Giovanni - Dalai Editore, 2011 - I Saggi
Giovanni Russo incontrò giovanissimo Carlo Levi in Lucania e gli è poi sempre stato vicino. In queste pagine, ricche di aneddoti, Russo ne rivela aspetti fino ad ora rimasti sconosciuti, che contribuiscono a darne un inedito ritratto. Levi rivive nella sua generosità, intelligenza, intimità e nella frequentazione del mondo intellettuale romano. Ma sono descritti anche il legame con Saba, con gli scrittori e artisti torinesi d'anteguerra, e con quelli conosciuti a Parigi e Roma. L'impegno antifascista costò a Levi il confino in Lucania, ad Aliano, dove incontrò quel mondo contadino pieno di miti, di superstizioni ma anche di valori, di cui dette nel Cristo si è fermato a Eboli un'interpretazione poetica, ancora oggi fondamentale per comprendere il problema meridionale. L'autore ci parla dell'importanza che rivestì per Levi la pittura, delle sue poesie, della sua attività di giornalista, e delle origini de L'orologio, il libro in cui è mirabilmente ritratta la Roma del dopoguerra e la erisi del governo Parri. La vita di Levi acquista il passo del romanzo: l'infanzia e la giovinezza a Torino, la lotta clandestina contro il fascismo, l'impegno durante e dopo la guerra quale direttore de "La Nazione" di Firenze e dell'"Italia libera", l'appassionata difesa degli emigranti durante la sua attività di senatore. Fino alla morte, è stato convinto che l'amore per l'arte e la fedeltà agli ideali di giustizia e libertà fossero inscindibili.