Libri di Michele Zacchigna
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La società castellana nella patria del Friuli: il dominium dei di Castello (1322-1532) Zacchigna Michele - Cerm, 2007 - Studi
Attraverso l'analisi di un contesto specifico - lo spazio sociale raccolto intorno al dominium tarcentino dei signori di Castello - il volume ripercorre alcuni fondamentali passaggi del basso medioevo friulano, scandendo i tempi e i percorsi di una vicenda in cui i temi classici della storia delle campagne la fisionomia dell'ambiente agrario, il profilo della condizione contadina, le forme del credito rurale, le dinamiche di affermazione sociale si intrecciano continuamente con la sfera del potere. La scena è soprattutto occupata dai rapporti fra le diverse componenti sociali: il dominus loci, il notabilato locale, il sostrato artigiano, la realtà dei massari, ma nello specchio della società castellana si rifrangono tensioni e movimenti che chiamano in causa la perentoria comparsa del centralismo udinese, il portato distruttivo degli scontri militari, la dissoluzione dello stato patriarchino, le conseguenze della conquista veneziana.
Lavoro sottoposto e commerci in una comunità friulana Zacchigna Michele - Eut, 2001
Lavoro sottoposto e commerci in una comunità friulana - EUT
Piccolo elogio della non appartenenza. Una storia istriana Zacchigna Michele - Nonostante, 2013 - Microgrammi
Questo libro è il racconto di una storia istriana. La prospettiva individuale di un cucciolo dell'esodo. Di chi si è visto consegnare dalla storia il "peso quasi ingombrante" di una memoria e di un'appartenenza che affidavano al rimpianto e al rancore il lessico della loro sopravvivenza. Le pagine di questo piccolo memoir tracciano, come scrive Paolo Cammarosano nella postfazione, "il percorso per una liberazione dell'individuo che sfugga a tentazioni identitarie e ad appartenenze che risalgano ad esperienze altrui e non alle proprie". Un percorso di emancipazione, un processo di sottrazioni successive che comporta un peso diverso - non meno gravoso - fatto di spezzature, abbandoni e divorzi. Fino a giungere ad un resto non più ulteriormente decostruibile. Un'appartenenza minima, non solo necessaria ma anche doverosa: "la sola appartenenza plausibile, fugace come la durata dei corpi". L'identità di struttura che Zacchigna ritrova nei tratti e nelle fattezze del cadavere della madre. È intorno al lutto per un corpo morto, più che per una terra perduta, che il senso di appartenenza trova la sua dimensione propria.