Libri di Pierfranco Pellizzetti

Bibliografia di Pierfranco Pellizzetti: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Libelli Vecchi E Nuovi

LIBRO   9788822055095

La quarta via. Una sinistra vera dopo la catastrofe Pellizzetti Pierfranco   -  Edizioni Dedalo, 2008  -  Libelli Vecchi E Nuovi

Per la Sinistra, contro "questa" Sinistra, perché la catastrofe economica, sociale e morale delle politiche liberiste e della globalizzazione finanziaria impone alla Sinistra di ricercare nuove "vie", che superino quella visione di opaco controllo amministrativo che spiana la via all'avversario, si chiami Bush, Sarkozy o Berlusconi. Ma per fare questo occorre aggiungere all'orizzontalità della politica come pura gestione altre dimensioni: quella verticale del progetto condiviso come speranza che inventa futuro, quella della profondità della propria etica pubblica come coerenza tra il dire e il fare che diffonde fiducia. Gli esempi di Obama e di Zapatero dimostrano che un'altra via è possibile. Una ricerca e una sperimentazione ancora tutte da compiere. Possiamo chiamarla "quarta via". Nel caso italiano, una politica di "quarta via" può partire dalle città e dai territori come rifondazione della democrazia dal basso.

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LIBRO   9788822055026

Italia disorganizzata. Incapaci cronici in un mondo complesso Pellizzetti Pierfranco  Vetritto Giovanni   -  Edizioni Dedalo, 2006  -  Libelli Vecchi E Nuovi

La patria dei più grandi organizzatori dell'antichità, i Romani, è ora il paese dove eccellono solo unità minime, individuali. Per la prima volta, nel deprimente elenco delle patologie che affliggono "il caso italiano" (familismo amorale, collusione tra sistema politico ed economia, inadeguatezza delle classi dirigenti, compromissione dei partiti con settori della malavita organizzata), viene messa a fuoco una cronica debolezza culturale e operativa che spiega lo specifico nazionale: il deficit organizzativo. Perché stentiamo sistematicamente a far funzionare con efficienza le megamacchine sociali, le strutture complesse della modernità (dalla fabbrica integrata all'ospedale, dalla pubblica amministrazione agli apparati militari e di polizia), non meno di una semplice coda per acquistare un biglietto del cinema? Perché continuiamo a consolarci con il mito del genio italico, che cerca sempre l'uomo forte (da Mussolini a Berlusconi) come soluzione ai problemi? La vecchia modernità accentratrice e "piramidale" ci ha visto in evidente difficoltà; il nuovo mondo delle reti sarebbe l'occasione per superare il deficit organizzativo colmando limiti tecnici e interiorizzando il valore liberale della partecipazione deliberativa.

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