Libri di Massimo Pulini
Bibliografia di Massimo Pulini: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Arte
Prossime uscite della collana Arte
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791281808447 La linea del contemporaneo. Pasolini, Roberto Longhi
- 9791281808393 Shirin Neshat. Do u dare!
- 9791281808386 Josef Albers. Meditations
- 9791281808379 Lorenzo Amadori. Leggerezza
- 9791280717627 The Francis Bacon Collection. Ediz. italiana e inglese
- 9791259582911 Thérèse Rivière. Storia di uno sguardo
- 9791259561282 In coscienza
- 9791255612728 Ceramiche. Walt Disney. Zaccagnini 1938-1958
- 9788899401313 Roma futurista. Dalla moltiplicazione alla serialità
- 9788899401177 Tano Festa e gli amici di Piazza del Popolo. Catalogo della mostra
Il diario di Elisabetta Sirani. Bologna 1638-1665. Ediz. a colori Pulini Massimo - Nfc Edizioni, 2025 - Arte
Una monografia in forma di album. In questo libro l'autore, Massimo Pulini, rende note più di cinquanta opere inedite di Elisabetta Sirani, tra dipinti, disegni e incisioni, che si vanno a sommare alle tante già note di una pittrice che ebbe solo dieci anni di vita per esprimere il proprio talento. Da questa ricerca emerge un volto nuovo, arricchito del singolare stile grafico di Elisabetta, espresso in una pratica innovativa che coniuga la pittura a inchiostro al disegno di tratto, ma vengono presentati anche diversi dipinti dispersi, che resero famosa l'artista e che le valsero in vita elogi e sonetti. Sta riemergendo la serie di Apostoli per la quale venne tributata all'autrice la definizione di "pennello virile". Attraverso queste opere la Sirani risponde, con la grazia che le è propria, alla tradizione bolognese, carraccesca, delle filosofiche Teste di carattere. Un'appendice, redatta da Stefano Antonio Marchesi, aggiunge un racconto sulla morte, sulle due autopsie e sul clamoroso processo che ne seguì.
Il paesaggio della memoria. Tiziano Vecellio e Domenico Campagnola tra le cime del Cadore. Ediz. bilingue Pulini Massimo - Nfc Edizioni, 2025 - Arte
Un sole delicato rischiara la base della Torre di Toblin il cui costone massiccio a scarpata diagonale è fuori dal cono d'ombra che vela le tre guglie mozzate, erte come gigantesche ciminiere, a dominio della profondissima valle dolomitica. Quella visione 'perditiva' viene descritta nel dipinto con commovente cura nell'intento, raggiunto, di cogliere un accordo armonico tra il sentimento della più aperta natura ed un'intima spiritualità. Proprio alle pendici della Torre è inginocchiato in preghiera un anziano anacoreta, dalla barba lunga, canuta al pari dei capelli rasati che disegnano la nuca. Il suo corpo, interamente nudo se si esclude una stola annodata sui fianchi, è proteso verso una grande croce che si alza parallela e assicurata al tronco di un albero, le cui fronde fungono quasi da portico naturale. Il Cristo crocefisso ha le proporzioni di un bambino, se raffrontate al dinoccolato che gli sta inginocchiato davanti, ma vive di una semplicità che lo rende autentico: una povera scultura di montagna, priva d'architettura e posta a poca distanza da un rifugio dello spirito. È in tutta la metà sinistra della tela che si compie questa stringente relazione...
Guido Cagnacci. La prima vita nella Romagna e nell'Emilia del seicento. Ediz. a colori Pulini Massimo - Nfc Edizioni, 2025 - Arte
La fortuna del pittore Guido Cagnacci (Santarcangelo 1601 - Vienna 1663) è soprattutto legata alle tematiche più sensuali della pittura barocca, si distinse tra i suoi contemporanei per una rappresentazione del corpo e dei sentimenti che precorse un atteggiamento laico ed erotico affermatosi solo nei secoli successivi. La modernità di pensiero e le sensibili qualità di stesura epidermica cagnacci le coltivò nel corso della sua formazione in Romagna e in Emilia, ma certe libertà di costumi le riuscì ad esprimere solo fuori dallo Stato della Chiesa, nei porti franchi di Venezia e di Vienna, in territori nei quali le maglie dell'inquisizione si mostravano ben più aperte. Si può affermare che l'esistenza e il genio artistico di guido cagnacci si separino in due parti, due vite nettamente divise che si fronteggiano e che in qualche misura risultano complementari. La prima lo vede raffinato ma irrequieto interprete dei temi sacri, della spiritualità più profonda ed estrema, ma lasciata la patria e appena messo piede in laguna l'artista divenne elegante interprete del più licenzioso gusto internazionale. Il nuovo libro monografico dispone di una grande opportunità, quella di ritrovare gran parte delle opere della formazione e della prima maturità ancora nei loro siti originali. I due autori (Massimo Pulini per la parte testuale e Gilberto Urbinati per quella delle immagini) hanno dunque deciso di effettuare una nuova e rigorosa campagna fotografica di tutte le opere esistenti nelle patrie giovanili del pittore. Le riprese ad alta definizione delle tele marchigiane, romagnole e emiliane hanno permesso di raccogliere scorci e dettagli tra i più suggestivi e intensi di quella produzione sacra di Guido Cagnacci. La scelta editoriale dedica cento pagine a questa carrellata di particolari, che nel loro insieme permettono di trasformare la percezione che si aveva del grande artista romagnolo. La ricerca sul campo e varie nuove scoperte, ma anche le diverse interpretazioni iconografiche di opere note e la rilettura di documenti biografici permettono ora di vedere la figura di Cagnacci sotto una luce inedita. Assieme allo spirito di indipendenza che lo ha sempre caratterizzato, il vasto lavoro di indagine contenuto nel libro restituisce anche stringenti e inaspettate relazioni con altre personalità del mondo artistico entro la prima metà del Seicento, come il sodalizio emerso col pittore romano Andrea Sacchi, fautore di una accezione rarefatta e filosofica del barocco. Guido Cagnacci, anche senza aver rivestito ruoli di potere o senza aver lasciato eredi, si attesta come una delle più geniali personalità artistiche di un intero secolo.