Libri di Ingmar Bergman
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Il settimo sigillo Bergman Ingmar - Iperborea, 2017 - Luci
Sulle rive di un inquieto mare incolore, il Cavaliere gioca a scacchi con la Morte. L'ha incontrata al ritorno dalla Crociata in Terra Santa, dove aveva creduto di poter trovare uno scopo alla sua vita nell'azione eroica al servizio di Dio. È tornato amaro e disilluso, con il cuore vuoto, tormentato dalle stesse domande con cui era partito. Per questo ha chiesto una dilazione, sfidando la Morte a una partita che sa di perdere, ma che gli lascerà forse ancora un'occasione per compiere almeno un'unica azione che abbia un senso. I vari personaggi, il Cavaliere, il quasi falstaffiano scudiero Jons, Fattore Skatt, il fabbro Plog e la moglie Lisa, il farabutto Rayal, la Strega-bambina condannata al rogo, vanno incontro al loro destino sullo sfondo dell'eterno scontro tra luce e tenebre, bene e male. Soli superstiti Mia e Jof, la felice coppia di giocolieri che incarna quell'amore, quella semplicità delle piccole cose, quel frammento di serenità che il Cavaliere riesce a sottrarre alla Morte. Scrivendo una sceneggiatura, dice Bergman, si vorrebbe avere a che fare, invece che con le parole, con qualcosa che somigli a una partitura musicale e conservi il ritmo, il tono, ogni minima sfumatura di quelle visioni che sono la vera sostanza da cui nascono i film. Ed è proprio la resistenza delle parole a tradursi in immagini che rende la sceneggiatura del "Settimo Sigillo" indipendente dalla realizzazione scenica, restituendoci quella parte delle visioni che il cinema non può dare: i profumi, gli odori, i sapori, o la malinconia del sole "che rotola sul mare nebbioso come un pesce gonfio d'acqua".
Il settimo sigillo Bergman Ingmar - Iperborea, 1994 - Gli Iperborei
Al ritorno dalla Crociata in Terra Santa, amaro e disilluso, con il cuore vuoto e tormentato dalle stesse domande con cui era partito, il Cavaliere Antonius Block incontra la Morte. Non ha paura di morire, ma chiede una dilazione, sfida la Morte a scacchi in una partita che sa di perdere, ma che gli lascerà forse ancora un'occasione per capire, per trovare risposte, per compiere almeno un'unica azione che dia un senso alla sua vita. Come in quel "silenzio di circa mezz'ora" che avvolge il cielo dell'Apocalisse all'apertura del "settimo sigillo", il tempo di questa sorta di "Leggenda di Ognuno" è la sospensione, l'attesa di una rivelazione. I vari personaggi vanno incontro al loro destino sullo sfondo di quello scontro fra bianco e nero, luce e tenebre, bene e male, da sempre simbolo della storia umana. Soli superstiti Mia e Jof, la felice coppia di giocolieri, e il loro bambino, che incarnano quell'amore, quella semplicità delle piccole cose, quel frammento di serenità e di speranza che il Cavaliere riesce a sottrarre alla Morte.