Libri di Raffaello Cecchetti
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Manuale di diritto nobiliare Cecchetti Raffaello - Pisa University Press, 2013 - Didattica E Ricerca. Manuali
La vicenda del diritto nobiliare in Italia, a prima vista, sembra essersi conclusa con l'approvazione della Costituzione repubblicana che, alla sua XIV disposizione transitoria, afferma che "I titoli nobiliari non sono riconosciuti". In realtà così non è, dato che la medesima norma costituzionale continua precisando che "I predicati di quelli esistenti prima dell'ottobre 1922 valgono come parte del nome": da ciò tutta una serie di problemi relativi all'accertamento dei predicati medesimi, alla necessità di chiarire cosa la norma volesse intendere allorché si riferiva a quelli "esistenti" e altro. Questioni queste, in realtà molto concrete che fanno sì che lo studio del diritto nobiliare oggi non sia "fine a sé stesso, ma posto al servizio dell'analisi e della soluzione di diversi problemi giuridici, di natura pubblicistica e privatistica, che ancora impegnano le corti di giustizia, pur se in modo umbratile e ignorato dalle cronache". Completa, infine, il quadro l'ulteriore alone di incertezza derivante dalla frase finale della norma: "la legge regola la soppressione della Consulta araldica", facendo così apparire ancora vivo, ancorché paralizzato, un organo tipico dell'apparato amministrativo nobiliare del (già) Regno d'Italia. L'interesse allo studio del diritto nobiliare appare, inoltre, in tutta la sua evidenza sia a fronte delle innumerevoli farsesche rappresentazioni che di una materia complessa e articolata come questa talora vengono date da una cronaca superficiale...
Storia del diritto nobiliare italiano Cecchetti Raffaello - Pisa University Press, 2022 - Manuali
Parlando della storia del diritto italiano, nelle sue peculiarità legate all'esistenza degli antichi Stati preunitari, un grande storico del diritto (A. Marongiu) ha osservato che, dal momento che "la storia del diritto non è solo una storia tecnica di concetti e di precetti normativi, ma prima ancora di ciò storia dei rapporti umani che in tali norme hanno trovato disciplina" ne deriva che, come la storia del diritto pubblico è "storia della collettività, della sua organizzazione e della sua attività, non storia di rapporti interindividuali", allo stesso modo si presenta la storia del diritto nobiliare. Abbiamo infatti sotto gli occhi una pluralità di "storie" che però vengono unificate proprio dall'aggettivo: storie "italiane" e cioè, parafrasando il già citato autore, "tipicamente nostre" perché innestate nella "storia della collettività" italiana. Ciò spiega pertanto due scelte che abbiamo ritenuto di fare nel corso della stesura di questo lavoro: da una parte scrivere "le storie" dei vari diritti nobiliari che si sono sviluppati negli Stati della penisola prima dell'Unificazione del 1861, dall'altra inserirle in un contesto generale e unitario, partendo cioè dal quel grande crogiolo di popoli, consuetudini, passioni e idealità che è stato l'alto medioevo, e tenendo presente un concetto di Italia assolutamente diverso da quello che adesso noi consideriamo nei suoi confini politici attuali, perché comprensivo anche di tutte quelle aree territoriali che hanno "gravitato", anche parzialmente, sulla "nazione e sulla cultura" italiane. Certo, alcune di queste aree hanno poi avuto una vicenda politica (e quindi culturale) diversa in età contemporanea, ma ciò non vuol dire "che non ci siano state" e che non abbiano portato il loro contributo (reciproco) alla grande storia del nostro grande Paese. Ne deriva quindi una specie di "film a mosaico" che si dipana sotto gli occhi del lettore, con una miriade di colori e di sfaccettature che legano in una "unità nella diversità" i secoli che partono dall'alto medioevo e giungono fino all'esperienza unificante della avventura napoleonica, premessa dell'Unificazione