Libri di Daniela Stiaffini
Bibliografia di Daniela Stiaffini: tutti i libri in vendita online editi da Edizioni Ets Biografie generali
Ugolino Grifoni «l'Altopascio» segretario di Cosimo I Stiaffini Daniela - Edizioni Ets, 2018 - Fuori Collana
Durante il XVI secolo nella Toscana medicea emerse, con il prestigio del raffinato diplomatico e dell'abile politico, la figura di Ugolino Grifoni (1504-1576). Si è cercato di restituire la complessità di questo fedele cortigiano mediceo, tanto astuto quanto ambiguo: i suoi rapporti con la Curia pontificia, il suo ruolo di segretario ducale; la sua carica di Gran Maestro dello spedale di Altopascio, ma anche il gentiluomo amante del teatro e delle feste. La fondazione dell'Ordine Militare di Santo Stefano, offrì a Ugolino l'opportunità di creare nel 1563 la commenda Grifona Prima, e due anni dopo la Grifona Seconda, sui beni del soppresso monastero di San Paolo a Ripa d'Arno di Pisa, tracciandone il destino. Ugolino patrocinò la costruzione di due palazzi, il primo a San Miniato, il secondo a Firenze, e di una nuova cappella nella chiesa dei Santi Jacopo Maggiore e Lucia martiri (oggi San Domenico) di San Miniato. Negli ultimi anni, egli favorì una proficua stagione di mecenatismo, culminata nell'esecuzione del suo ritratto, vestito dall'abito di Gran Maestro Generale dei Cavalieri Ospitalieri di Sani'Jacopo Maggiore Apostolo dell'Altopascio.
Giulio di Alessandro un Medici a Pisa Stiaffini Daniela - Edizioni Ets, 2015
"Giulio di Alessandro de' Medici! Chi era costui?", si chiederanno tra sé i lettori. Questo libro è stato pensato per rispondere a questa domanda e portare all'attenzione degli studiosi e del più vasto pubblico degli appassionati questo membro della casata Medici, meno noto di altri. Giulio, figlio naturale di Alessandro de' Medici, primo Duca di Firenze, rimasto orfano ancora bambino, escluso dalla successione al padre, fu cresciuto da Cosimo I e da Eleonora de Toledo. Giulio, scarsamente presente nella pur vasta bibliografia sulla dinastia Medici, è frequentemente attestato nelle fonti documentarie. Egli visse gran parte della sua esistenza a Pisa, instaurando con la città un legame così profondo da eleggerla luogo della sua sepoltura. Anche il figlio Cosimo fissò la sua residenza a Pisa e la figlia di quest'ultimo, Angelica, fino al matrimonio, visse a Pisa. Giulio fu un personaggio di spicco nella Pisa cinquecentesca. Cavaliere dell'Ordine di S. Stefano, primo Ammiraglio della flotta stefaniana, proprietario di molti immobili in città e di vasti possedimenti nella campagna circostante. Beni che egli lasciò in eredità al figlio Cosimo e da quest'ultimo passarono alla figlia, Angelica, ultima discendente di questo ramo della casata. Da Angelica, sposatasi con Pietro Altemps, Duca di Gallese, residente a Roma, le proprietà di Giulio, a partire dal 1625, passarono alla famiglia Altemps che le amministrò sino alla metà del XIX secolo quando furono alienate.
Cosimo I de' Medici ed Eleonora de Toledo. Vita coniugale a Pisa Stiaffini Daniela - Edizioni Ets, 2016
Le testimonianze contenute nel carteggio intercorso fra i segretari e i sottomaggiordomi al seguito della famiglia ducale a Pisa e Pier Francesco del Riccio, maggiordomo maggiore e segretario del Duca Cosimo I de' Medici residente a Firenze, permettono di conoscere alcuni a petti della vita quotidiana della famiglia ducale durante i frequenti soggiorni nel palazzo di Pisa. Si compone, così, l'immagine della vita pisana di Cosimo e di Eleonora nel periodo compreso fra il 1539, anno delle nozze fra Cosimo I de' Medici ed Eleonora Alvarez de Toledo, e il 1562, anno della morte della Duchessa di due dei figli della coppia ducale: Garzia e Giovanni. Si hanno a disposizione molte informazioni non solo sulla organizzazione del lavoro per il funzionamento del palazzo, ma anche sulla ristrutturazione e il nuovo arredo del palazzo, sullo stato di salute della famiglia ducale, per non parlare dell'attenzione e delle cure profuse per l'abbigliamento dei Duchi, dei loro figli e del personale del palazzo. Vi sono poi frequenti accenni ai momenti di svago dei Duchi, frequentemente dediti alle battute di caccia e di pesca nei boschi e lungo i fiumi nei dintorni della città, annotazioni di piccoli accadimenti quotidiani e di eventi come la visita dei parenti o di illustri ospiti che, coinvolgendo tutta la corte nelle attività di accoglienza, spezzavano il ritmo della vita quotidiana.