Libri di Mauro Moruzzi
Bibliografia di Mauro Moruzzi: tutti i libri in vendita online editi da Persiani
Il meccanico di Asmara Moruzzi Mauro - Persiani, 2022 - Narrativa
"Il meccanico di Asmara" è un'intricata saga amicale, familiare e onirica, in cui tre generazioni vivono storie d'amore e di guerra, in uno dei periodi più drammatici dell'Italia del Novecento, quello coloniale; poi nell'Africa della Seconda guerra mondiale che travolge ogni resistenza militare italiana; infine nell'epoca post coloniale, in un'Eritrea tormentata dai ricordi, da guerre e dai problemi degli anni più recenti. Ambientato tra Bologna e Asmara, questo romanzo storico descrive con particolare realismo eventi realmente accaduti - come la battaglia di Cheren del 1941 - ma anche i luoghi e le straordinarie bellezze dell'arte italiana nel periodo del "Razionalismo d'Oltremare". Sono luoghi misteriosi che conservano intatto il loro straordinario fascino e le loro incredibili architetture futuriste. Seguiamo le esistenze di donne e uomini di età e provenienze diverse, personaggi che si 'insabbiano', e si 'incatramano', le cui storie si intrecciano e dalle quali si dipana, puntuale, la grande Storia. Carlo, architetto cinquantenne deluso dalla piega che ha preso la sua vita, decide di accompagnare Sonia nella ricerca di suo padre Antonio, figlio di un italiano e di un'eritrea, scomparso da qualche anno. La loro storia si intreccia a quella di Italo, nonno di Sonia, di cui leggiamo il diario e che attraverso il suo racconto ci fornisce uno spaccato vivo e personale della vita di un italiano in Eritrea tra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento. Il libro è un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio che segue un unico filo d'Arianna: l'amore, quello totale, come unica fonte di vita al di sopra di ogni asprezza quotidiana.
Tra i cieli dell'Impero Moruzzi Mauro - Persiani, 2024 - Narrativa
Una giovane donna, Giovanna, per assecondare un desiderio del padre, compie un lungo viaggio in Africa Orientale, raggiungendo dall'Italia la ex-colonia primogenita, l'Eritrea. Un percorso che si trasforma anche in un viaggio nel tempo. Scopre così che molti anni prima, agli albori della Seconda Guerra Mondiale, si trasferì in quelle terre lontane la 412ª Squadriglia Autonoma Caccia Terrestre della Regia Aeronautica Militare Italiana. Il suo distintivo disegnato sulla fusoliera degli aerei era un cavallino rampante rosso su una immagine nera del continente africano. Ne facevano parte un gruppo di giovani piloti che per bravura e coraggio avrebbero ben presto ricevuto riconoscimenti e onorificenze importanti. Erano quasi tutti ventenni con la sola eccezione del loro capitano, Luigi Raffi. E tutti avevano in dotazione un biplano da guerra, il famoso Falco, un Fiat CR42: 'C' stava per 'caccia' e 'R' per 'Rasatelli', il nome del suo progettista. Questo aereo era l'ultimo esemplare di una serie di vecchi apparecchi dell'Aeronautica Militare Italiana concepiti fin dai tempi della Prima Guerra Mondiale o negli anni immediatamente seguenti. Aeroplani a doppie ali sovrapposte, costruiti con tubi di ferro, tanto legno e tanta tela di canapa; con un carrello non retrattile che in volo si sporgeva in avanti come le zampe di un rapace. Li chiamavano, infatti, "Falchi". I piloti della 412ª Squadriglia, abilissimi e insuperabili, portarono i loro biplani nei cieli limpidissimi ma infuocati dalla guerra dell'altopiano eritreo ed etiopico, delle isole del Mar Rosso, compiendo gesta e missioni eroiche straordinarie, il cui ricordo si è perso purtroppo nel tempo. Morirono quasi tutti in combattimento e quei pochi che si salvarono, spesso feriti e imprigionati per lungo tempo dagli inglesi, non ebbero più voglia di raccontare la loro storia. Nell'Italia del dopoguerra queste imprese non sarebbero state né comprese né tanto meno apprezzate. Il romanzo non racconta la storia di questi valorosi piloti che si alzavano in volo con i biplani Fiat CR42 dall'aeroporto sterrato di Otúmlo a Massáua o da quello Gurà, non lontano da Asmara, per intercettare i bombardieri inglesi. Qui sono raccolti soltanto frammenti di ricordi e di sentimenti ritrovati tra i detriti del tempo, rivisitati attraverso le ricerche e le emozioni di protagonisti immaginari. Perché la vera storia di questi giovani eroi è ancora sepolta in quelle terre lontane come un Lazzaro che non può più risorgere.
Asmara, tempo d'amore Moruzzi Mauro - Persiani, 2025 - Narrativa
Nell'autunno 1935 Benito Mussolini ha dichiarato guerra all'Etiopia. Centinaia di migliaia di soldati e di volontari partono per l'Africa Orientale. Uno di questi è Vittorio, un giovane meccanico di Vicenza, una camicia nera. Raggiunge su un piroscafo l'Eritrea e poi, con lunghe ed estenuanti marce, l'Etiopia, dove vive gli orrori del conflitto. Di ritorno dalla guerra si ferma ad Asmara, la capitale della colonia primogenita d'Italia, città bellissima con palazzi, ville, cinema e teatri in stile futurista e modernista. Capomanipolo di un Gruppo Rionale Fascista che ha sede sulle rive del torrente che attraversa Asmara, il Mai Bela, Vittorio si innamora di una ragazza eritrea, Medhine. Ma i suoi sentimenti dovranno ben presto fare i conti con le leggi razziali emanate da Mussolini nel 1938, costringendolo a decisioni ardue. Molti decenni dopo Valerio, un medico milanese di una ONG, volontario presso un ospedale eritreo, si imbatterà quasi per caso nella storia di questo legionario dimenticato e morto in circostanze oscure. Valerio intraprenderà una ricerca, prima in terra africana, poi a Gerusalemme e infine in Grecia, che gli cambierà per sempre la vita.