Libri di Beppe Sebaste
Bibliografia di Beppe Sebaste: tutti i libri in vendita online editi da Feltrinelli
Porte senza porta. Incontri con maestri contemporanei Sebaste Beppe - Feltrinelli, 1997 - Universale Economica
Questo libro prende le mosse da una premessa non scritta: che la cultura contemporanea sembra patire, fortissima, l'assenza di maestri, di voci in grado di aiutare a trovare una via, che poi è sempre una, e già aperta. I veri maestri, dice Sebaste, sono infatti porte senza porta, porte attraverso le quali si passa per arrivare semplicemente al "comprendere", a quello che il buddhismo zen chiama "risveglio". L'adesione al buddhismo da parte dell'autore fa sì che questi incontri-interviste con maestri contemporanei si trasformino in "Pratica della vita". Tra i maestri: Daniel de Montmollin, Steve Paxton, Bruno Munari, Emanuel Lévinas, Fausto Taiten Guareschi, Fung Wu-Santaro, Cesare Barili.
Niente di tutto questo mi appartiene Sebaste Beppe - Feltrinelli, 1994 - I Narratori
Un "romanzo d'avventure" in forma di racconti, un visionario catalogo che descrive i molteplici mondi dentro il mondo: le illusioni, il viaggio, l'amore, il lavoro, la merce e la morte, i sogni e i risvegli, le sbronze, la lettura dei gialli... Un inventario di toni e circostanze, dal sentimentale al grottesco, dallo strampalato al devoto, per narrare come comportarsi. "Allora mi venne in mente una cosa. I Maestri parlano a volte con i discepoli seduti a gambe incrociate, svolgendo un insegnamento orale nella forma del mo-ndo, che in giapponese significa semplicemente 'domanda e risposta'. Le parole del Maestro giungono sotto-pelle, da cuore a cuore (o da mente a mente) a tutti, ma ognuno ha l'impressione che siano intimamente rivolte a lui stesso. ( ... ) E io quel giorno pensai questo: che il mondo, lui, è il mo-ndo, e il mo-ndo, a sua volta non è altro che il mondo. Che il mondo là fuori, le voci dei vicini, del cortile, della città vecchia, della televisione, era il mio mo-ndo, e il mo-ndo di ciascuno di noi." I Tre Moschettieri camminano sul lungomare deserto del mattino presto alla pacata ricerca di un caffè, il sole dell'alba dietro le loro spalle. Sembrano far parte di un film in bianco e nero, campo lungo, strada dritta e molto chiara, vestiti di scuro (li vediamo camminare da dietro). Le zanzare del risveglio hanno fatto loro effetto. Hanno un buon portamento, loro lo sanno che le illusioni sono come zanzare, e anche, forse, che le zanzare in fondo non sono altro che le nostre illusioni. Io e il mio amico, laureati in Estetica e con le ali ai piedi, ci imbarchiamo su una nave sotto la pioggia (fragore ovattato del porto, "il mare colore del vino", piano sequenza, poi qualche primo piano dei nostri volti sfatti - "pensa se ci vedesse il prof. A."). C'è sempre tempo per giungere a destinazione, e forse non è vero che laggiù c'è qualcuno che ci aspetta; abbiamo scoperto d'essere affetti da un morbo che si chiama scappamento, exalgia, l'esatto contrario della nostalgia: mal dell'andata, non mal del ritorno. ( ... ) 1 Due Replicanti hanno un tragitto molto frastagliato e ricco di colpi di scena. Non è facile seguire i loro movimenti. Poíché essi abitano il futuro e i mondi possibili, possiamo soltanto prevedere le loro azioni principali. Proprio come i fiumi, che scorrono forse paralleli ma comunicano nel corso della loro esistenza attraverso corsi d'acqua minori, rigagnoli o torrenti, i nostri personaggi non s'incontreranno mai prima di disperdersi, eppure è "impensabile che abbiano potuto esistere ognuno senza l'esistenza dell'altro".
Café Suisse e altri luoghi di sosta Sebaste Beppe - Feltrinelli, 1992 - I Narratori
Il libro di Beppe Sebaste segue una via diversa da quella dei "nuovi narratori" a cui la stampa ha concesso attenzione in questi anni. Non la costruzione di trame che catturano, non il richiamo immediato a problemi d'attualità, ma la fedeltá al proprio tono e al proprio ritmo. Mi sembra che questo gli basti per riuscire a vedere qualcosa al di là delle parole. La scrittura è anche un modo di vivere, come la musica, l'ascolto delle parole e dei loro ritmi, che richiede ad ognuno il tempo e la capacità di placare le stimolazioni più imperiose dell'esteriorità. Proprio perché il libro di Sebaste non è un progetto a freddo, ma un modo di vivere in compagnia della scrittura, richiede una lettura che non corra avanti in cerca di spicciative rivelazioni, ma che riesca a raccogliersi nel presente assoluto delle parole che ascoltiamo per il loro tono e i loro ritmi. Una lettura fatta di momenti di calma. Il libro di Sebaste parla ininterrottamente del mondo che ci sta attorno, nei suoi aspetti più sensibili, meno astratti, attraverso l'ascolto e la visione. Sono tanti numerini d'un composito cabaret, che valgono come luoghi di sosta effettivi, cioè luoghi dove fermarsi sospesi nell'abbandono del momento. L'esigenza del libro di Sebaste è questa, che sia possibile trovare lo stato sospeso della visione nello scorrere della vita. In questo senso il suo tema di fondo ci riguarda tutti da vicino. E' la possibilità di abitare il mondo in cui viviamo senza sentirci in esilio, nel grande prodigio della sua (del mondo) esistenza. Gianni Celati