Libri di Fedorovic Annenskij Innokentij
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Lo scrigno di cipresso. Trifogli Annenskij Innokentij Fëdorovic - Giometti & Antonello, 2025 - Letteratura
Poeta, traduttore e critico, annoverato fra i massimi esponenti del Secolo d'Argento, Innokentij Annenskij (1855-1909) è la radice sepolta che filtra e traduce i nutrimenti del simbolismo europeo in nuove forme liriche, abbeverando il grande albero della poesia russa del Novecento. La sua opera in versi, praticamente sconosciuta ai suoi contemporanei, acquisirà un'immensa fama dopo la sua prematura scomparsa, meritandogli l'appellativo di «poeta dei poeti» e andando a influenzare in maniera decisiva il gusto dei lirici russi di ogni generazione, e in particolare di acmeisti quali Gumilëv, Mandel'stam e Anna Achmatova, che nel 1945 gli dedicherà il componimento Ucitel' (Il maestro). Quella di Annenskij è una poesia dai contorni tenui e sfumati, malinconica ma mai arrendevole, in costante equilibro tra vita quotidiana e simbolo. Nei suoi versi si respira un'aria di peculiare e impalpabile nostalgia, che affiora, utilizzando le parole dei curatori di questo libro, come sentimento di «rimpianto per ciò che mai si è dato, che solo balugina in immagini smorzate in cui anche gli inattesi fulgori e abbagli sono ulteriori emblemi dell'assenza». Colmando una lacuna editoriale, dovuta in parte alla reputazione di «poeta intraducibile» che circonda l'autore, presentiamo in questo volume la versione integrale dei Trifogli, prima sezione della raccolta postuma Lo scrigno di cipresso, nella traduzione metrica di Laura Salmon - slavista, traduttologo e traduttrice di numerosi capolavori russi -, capace di restituire fedelmente e virtuosisticamente ai lettori italiani un tassello fondamentale della poesia del Novecento. Introduce il volume un saggio di Natalia Osis, russista e drammaturgo.
Il libro dell'insonnia Annenskij Innokentij Fëdorovic Pucci N. (Cur.) - Giuliano Ladolfi Editore, 2011 - Diamante
Poeta solitario e originale, Innokentij F. Annenskij (1856-1909) è entrato silenziosamente nella letteratura russa e in silenzio ne è uscito, ma la grande poesia nata dopo di lui, dall'Achmatova a Mandel'stam, da Pasternak fino a Brodskij si è nutrita, come egli aveva auspicato in una sua prosa, dell'humus della sua creazione. Ora Odisseo, ora Outis, questo fliegend Schiffahrer, ha navigato mari nebbiosi, incubi notturni, è disceso nell'Erebo del quotidiano, ma ogni volta che si è smarrito, che ha disperato, sempre ha trovato rifugio e speranza nel faro luminoso della sua poesia.
La neve gialla Annenskij Innokentij Fëdorovic Bazzarelli E. (Cur.) - Bibliotheka Edizioni - Formiche
Annenskij poeta della rinuncia intellettuale, della stanchezza della vita? Oppure poeta crepuscolare? Nulla di più lontano. Come gli eroi dei suoi drammi, schiacciati da chi è più forte di loro, Annenskij interpreta la vita con una saggezza e una lucidità che gli viene dalla sua frequentazione del mondo antico e gli permette di esprimerla, anche secondo i moduli del suo tempo, ma senza farsene opprimere e senza trasformarli in pose. Certo sente la sofferenza sua, degli altri e delle cose, però ama la vita, o, almeno non la teme. La neve gialla raccoglie alcune delle più belle liriche del poeta, annoverato tra i massimi esponenti del cosiddetto "Secolo d'argento" russo, quel periodo di straordinaria fioritura culturale, letteraria e artistica, che si colloca tra la fine del XIX secolo e i primi due decenni del XX secolo.