Libri di Iridio Mazzucchelli
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Ancona-Capodemonte, 'n po' de tuto. Cume stavami nej ani 1950-60 e... cume stamo adè Mazzucchelli Iridio - Affinità Elettive Edizioni, 2025 - Storia, Storie
In questo secondo volume, il soggetto principale è, ancora una volta, il quartiere di Capodimonte e la sua gente. Dal titolo si evidenzia la profonda trasformazione avvenuta nel suo territorio a seguito della ricostruzione post-sisma del 1972. Ancora una volta si sente forte l'amore e il senso di appartenenza, ma soprattutto la nostalgia di quel lontano decennio che coincide con gli anni della giovinezza dell'autore. Il volume vuol mettere a confronto quel periodo con la situazione attuale: risulta palese come la ricostruzione abbia migliorato notevolmente l'aspetto igienico-sanitario del quartiere, pur lasciandone intatta l'antica forma architettonica; tuttavia, il trasferimento dei vecchi abitanti e l'arrivo di nuove famiglie, nonché la perdita di tanti centri di aggregazione che fungevano da luoghi d'incontro, hanno fatto perdere il calore umano e il senso di appartenenza che ancora collega Capodimonte alle vecchie famiglie a suo tempo trasferite. Il libro è soprattutto «una dimostrazione d'amore nei confronti di un territorio difficile, chiuso tra strade ripide e i vicoli stretti, ma salendo verso la cima, si gode un panorama stupendo e un tramonto bello, spesso infuocato». Prefazione di Giancarlo Trapanese. Postfazione di Pamela Galeazzi.
Capodemonte 'na storia de risvejo scurdata. Storia del Comitato Rionale di Capodimonte con raccolta di versi in dialetto anconetano Mazzucchelli Iridio - Affinità Elettive Edizioni, 2021 - Storia, Storie
Il libro vuole essere un omaggio a questo Rione e alla sua gente, che ne sente forte l'amore e l'appartenenza, tanto da sfidare non solo le istituzioni, dalle quali si sente spesso abbandonata, ma a volte anche la cattiva sorte. Questo volume è poi un canto d'amore, espresso anche in versi dialettali, nei confronti di un territorio difficile, separato e chiuso tra le sue strade ripide e i suoi vicoli stretti, ma da cui, salendo verso la cima, si gode un panorama stupendo e un tramonto tra i più belli. D'altronde tutto ciò non è conforme al carattere dei Capodemontesi e, in fin dei conti, degli Anconetani? Bisogna andare infatti fino in cima per godere la bellezza che si apre agli occhi, così come ha scritto Eugenio Gioacchini per la "cruceta", cioè non fermarsi mai alla conchiglia esterna per gustarne la bontà. La seconda parte del libro riporta una raccolta di poesie dialettali intitolata "Schizzi e Sfoghi" poiché riporta pensieri, stati d'animo, sensazioni, gioie e tristezze, momenti buffi e situazioni della vita della città e del quartiere di Capodimonte dalla gioventù dell'Autore fino al periodo attuale.