Varia Libri

Libri pubblicati nella collana Varia con argomento Aspromonte ARTI

Prossime uscite della collana Varia

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9791282494137 Preadolescenza consapevole
  • 9791282494120 La strategia dell'aragosta
  • 9791282494113 Il kung fu e l'arte dell'equilibrio
  • 9791282494106 Liberati dalle cazz*te
  • 9791282494076 In punta di piedini
  • 9791282494069 100 libri romance da leggere assolutamente una volta
  • 9791282494052 The not to do list
  • 9791282212120 La psicologia in one piece
  • 9791282083041 Quota 1840 mt. N viade nánter le dolomiti
  • 9791281529281 Man Ray. L'immagine ritrovata
Tornanti. Gli ultimi greci dell'Aspromonte. Ediz. a colori libro
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LIBRO   9788849859119

Tornanti. Gli ultimi greci dell'Aspromonte. Ediz. a colori Audino Salvatore  Barbara Carmela   -  Rubbettino, 2019  -  Varia

"I tornanti sono le strette curve che si susseguono e s'inerpicano in Aspromonte per raggiungere il borgo di Gallicianò, ma i tornanti sono anche coloro che, abbandonato in passato il paese per ragioni sempre legate all'emigrazione, vi tornano come scelta esistenziale, come approdo di un viaggio dell'anima. La parola 'tornanti' ci offre questo cortocircuito di significati e suggerisce dunque che il viaggio verso e dentro Gallicianò è fatto di parole - quelle lette e soprattutto quelle non dette - e sta a noi associarle, anche liberamente, alle fotografie di Salvatore Audino, fotografo che cerca storie mentre queste trovano lui. Mai come qui ha senso dire che le parole sono pietre. E che - aggiungo - le pietre sono parole. In tutto questo le parole hanno un peso ulteriore - e determinante - se consideriamo che qui si parla il greco antico. Ellenofoni, vengono definiti gli abitanti. L'autore si è mosso assieme a Carmela Barbara, che di parole se ne intende essendo giornalista e scrittrice. Ne è nato un racconto dove immagini e parole si cercano, qualche volta si toccano, qualche altra volano nei loro universi paralleli. Si potrebbe essere tentati di richiamare, come tipo di operazione, le famose 'campagne' di ricerca sul campo che portarono al Sud, per esempio, l'antropologo Ernesto de Martino insieme al fotografo Franco Pinna. Il primo intervistava contadini, tarantate, pastori, il secondo li fotografava. In realtà qui tutto è diverso: gli intenti, anzitutto, non sono 'scientifici' come allora ma narrativi e umanistici. Inoltre quelle spedizioni degli anni '50 e '60 restavano corpi estranei rispetto alla comunità, che veniva considerata un laboratorio, mentre ben altra è l'empatia che si avverte nell'approccio di Audino e Barbara. Non è indifferente il fatto che il nostro fotografo è anch'egli uomo del Sud, pronto a sintonizzarsi con gli abitanti di Gallicianò. Il percorso di questo lavoro fotografico non porta dunque a una tesi di laurea, ma piuttosto a immaginare la 'fontana dell'amore' - crocevia fatale di fidanzamenti paesani - come l'ombelico del mondo. L'isolamento di questa comunità, e al contempo il cemento della sua identità, non è più legato in primis alla geografia, ma anche e soprattutto a quella lingua trasmessa per predestinazione. Una lingua quasi ancestrale, appartenente a un tempo remoto e qui presente in un tempo sospeso, in un sempre che per alcuni è un mai. Ma guarda! Anche la fotografia lavora su questo: crea un presente e un 'sempre' a partire da un passato, conserva e ripropone il tempo andato come fa la lingua greca in questo luogo forse esistente o forse latente che si chiama Gallicianò." (dal contributo di Leonello Bertolucci)

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