Edizioni Ets Libri
Libri editi da Edizioni Ets con argomento Ungaretti Giuseppe Lingue indo-europee
Giuseppe Ungaretti. Poesia, musica, pittura Spignoli Teresa - Edizioni Ets, 2014 - Mod
L'attività poetica e critica di Giuseppe Ungaretti si connota, sin dai suoi esordi, per la costante attenzione a tutti gli ambiti della creazione artistica: dalla pittura, definita, vichianamente, come "il primo linguaggio umano", alla musica sentita come emblema dell'antica unità delle arti. In questa prospettiva si è quindi mossa la presente ricerca, nell'intento di mostrare le molteplici connessioni tra l'opera di Ungaretti e il panorama culturale in cui si sviluppa: gli anni del rappel à l'ordre, con il vivace dibattito artistico promosso da riviste come "Ars Nova" e "Valori Plastici", la Scuola di via Cavour e la Roma degli anni Trenta, le nuove tendenze pittoriche degli anni Sessanta, tra cui l'informale e l'astrattismo. Le polarità di musica e pittura ben compendiano, inoltre, quella relazione contrastiva tra immagine e suono, visibile e dicibile, che l'atto della scrittura sempre coinvolge, e che si manifesta in modo evidente nelle molte collaborazioni avviate dal poeta con musicisti e pittori, dalla messa in musica di testi poetici ai libri d'artista realizzati con Fazzini, Fontana, Burri e Dorazio.
La Terra Promessa e altri saggi su Ungaretti Papini Maria Carla - Edizioni Ets, 2018 - Letteratura Italiana
Concepita come un melodramma la cui musica è insita, come specifica Ungaretti, nel ritmo stesso della poesia, "La Terra Promessa" segna insieme una tappa fondamentale nell'evoluzione della sperimentazione del suo autore e l'inizio dell'ultima sua "stagione" poetica: quella che proseguirà poi nei versi di "Un Grido" e "Paesaggi", del "Taccuino del Vecchio", e che nella raccolta "Morte delle stagioni" troverà la sua più compiuta manifestazione. Costituita, nella sua redazione definitiva, da componimenti che, nel sottotitolo, sono significativamente definiti "Frammenti" e che coprono un arco temporale che va dal 1935 al 1953, "La Terra Promessa" si connette, nel suo substrato teorico come nel suo impianto strutturale, agli esiti in quegli stessi anni raggiunti sia dalla speculazione filosofica di Sartre che, in ambito musicale, dalla sperimentazione dodecafonica di Schönberg, e in ambito artistico, dalla pittura Informale in genere, e da quella di Fautrier in particolare, dimostrandosi a sua volta, nella specificità del suo genere ma anche nella complessa ricchezza del proprio sistema elaborativo, esempio fra i più alti della poesia contemporanea.