Rubbettino Libri
Libri editi da Rubbettino con argomento Imprenditori ECONOMIA, FINANZA, IMPRENDITORIA E MANAGEMENT
Italia.Next. Innovazione e creatività, il ruolo dei giovani per l'Italia di domani Chiappetta Andrea - Rubbettino, 2020 - Input
Con la quarta rivoluzione industriale, le nuove tecnologie accrescono la sinergia tra mondo digitale, realtà fisica e persona umana: una trasformazione in cui l'uomo si trova al centro di un cambiamento epocale, che potenzia la sua azione, crea opportunità immense e genera nuovi paradigmi che ridisegnano la vita quotidiana, i rapporti interpersonali, lo stile di vita e di lavoro. Il libro affronta tematiche connesse all'Italia di domani ed ai temi sulla situazione italiana e come questa è vista dalle nuove generazioni, il ruolo geopolitico, l'importanza della formazione, il lavoro di oggi e di domani, l'impatto del fisco sulle imprese e la pubblica amministrazione fino alla democrazia digitale. Filo rosso che conduce l'analisi è il ruolo della tecnologia e dell'innovazione e come queste possano contribuire a migliorare il nostro Paese e il futuro post Coronavirus. Prefazione di Franco Frattini. Introduzione di Giuseppe Procaccini. Postfazione di Paolo Messa.
Il nuovo imprenditore - Rubbettino, 2002 - Varia
Il nuovo imprenditore - Rubbettino
L'imprenditorialita di Israel Kirzner. L'etica della propietà e la moralità del profitto nel libero mercato imperfetto Gianturco Gulisano Adriano - Rubbettino, 2012 - Saggi
Kirzner è noto per la teoria dell'imprenditorialità, qui esaminata nella sua polemica tra la possibilità di imprenditorialità senza capitali e la fusione del'attività imprenditoriale con quella capitalista. Nelle sue opere c'è però un secondo aspetto: il pensiero politico ed etico, fino ad oggi non sistematizzato. Toccando anche temi quali ignoranza e invidia, fortuna, giustizia (re)distributiva burocratica e allocazione imprenditoriale, Kirzner parte dal'imprenditorialità come caratteristica di qualsiasi azione, giunge a un concetto di profitto come scoperta di opportunità già esistenti e mostra come le risorse, il profitto, la proprietà siano essenzialmente scoperti e non creati. Si delineano così i tratti dell'"etica del finder-keeper", per una difesa non difensiva del liberalismo.