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Libri editi da Studium con argomento Guerra SCIENZE UMANE
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- 9788897363569 Guerra psicologica. Saggio sulle moderne tecniche militari cognitive e di disinformazione
- 9788894807080 Massime sulla guerra
I cinque anni che sconvolsero il mondo. La prima guerra mondiale (1914-1918) Pombeni P. (Cur.) - Studium, 2015 - Cultura
Scoppiò come la "Grande Guerra" e finì per essere la "prima guerra mondiale". In queste due definizioni sta racchiuso il significato dei cinque anni che fra il 1914 e il 1918 cambiarono in gran parte del mondo il corso della storia, almeno della storia come era stata immaginata dalle forze che allora scesero in campo. Doveva essere appunto una guerra in dimensioni mai viste, come si prevedeva essendo consapevoli dei grandi progressi tecnologici degli armamenti, ma non ci si aspettava che avrebbe cancellato protagonisti della storia moderna e messo al centro altri soggetti destinati a divenire determinanti almeno per lungo tempo. Da un lato nel crogiolo del lungo conflitto, che la tecnologia rese estremamente sanguinoso, ma non certo tale da essere risolto in poche risolutive battaglie, scomparvero imperi secolari come quello asburgico e quello ottomano. Altri mutarono ruolo: in alcuni casi radicalmente come l'impero russo degli zar a cui successe l'imperialismo dell'URSS, in altri casi meno drasticamente, ma irreversibilmente come l'impero britannico o quello giapponese. Gli Stati Uniti d'America divennero a loro volta un soggetto "imperiale" sebbene nel primo mento riluttante ad esserlo appieno. Ma mutarono anche in profondità le società europee: nuovi ruoli per i giovani e le donne, nuovi modi di organizzare la sfera economica dopo l'esperienza della pianificazione bellica, nuovi sistemi di mobilitazione delle masse risvegliate alla "politica" dall'esperienza delle trincee...
La guerra e le sue tragedie Concetti Gino - Studium, 1992 -
La guerra e le sue tragedie - Studium
Carabinieri tra resistenza e deportazioni. 7 ottobre 1943 - 4 agosto 1944 Casavola Anna Maria - Studium, 2021 - Cultura
Nel periodo dell'occupazione nazista della città di Roma, che durò nove mesi dal settembre 1943 al 4 giugno 1944, due furono le deportazioni massicce di uomini: la prima di duemilacinquecento carabinieri avvenuta il 7 ottobre, la seconda di mille e ventitré cittadini romani di religione ebraica, avvenuta il 16 dello stesso mese. È innegabile il collegamento tra le due deportazioni, documentato dai telex intercorsi tra il col. Herbert Kappler delle SS e i suoi superiori a Berlino Himmler e Kaltenbrünner. Ma a firmare l'ordine per i carabinieri fu un ministro della Repubblica sociale italiana, il Maresciallo Rodolfo Graziani. A lungo questa deportazione è rimasta nell'oblio, un oblio sorprendente e ingiustificato, ma grazie alla ricerca storica e all'accesso a documenti non più secretati di archivi militari, italiani, tedeschi e alleati, da qualche anno, anche questa data, oltre quella del rastrellamento degli ebrei, è entrata nella memoria della città e in quella della nazione. Oggi, a più di settant'anni dalla Liberazione, una vicenda come quella dei carabinieri catturati a Roma e poi internati nei campi di concentramento nazisti può collocarsi, anch'essa a pieno titolo, come capitolo della storia della Resistenza italiana. Inoltre la parte più inedita della presente ricerca, che si segnala all'attenzione non solo dei lettori comuni, ma anche a quella dei lettori specialisti di storia contemporanea, riguarda la ricostruzione, passo dopo passo, del rapporto persecutorio che l'Arma dei CC. RR. subì da parte della RSI sia sul territorio nazionale - culminata in una successiva e definitiva deportazione nell'agosto 1944 -, sia nei Lager nazisti, dove i carabinieri entrarono a far parte della massa degli IMI. Prefazione Antonio Parisella. Postfazione Giancarlo Barbonetti.