Artemide Libri
Libri editi da Artemide con argomento Boezio Severino
La consolazione della chimera. Parole e immagini negli autografi di Boezio Troncarelli Fabio - Artemide, 2022 - Arte E Cataloghi
Molti pensano che il libro sia solo il contenitore di un testo di cui non si deve perdere neppure una lettera cancellata. Ma il libro non è solo il testo: è il con-testo, la linfa vitale che fa sbocciare le parole, vestendole di luce, di colori, di ombre. Senza il con-testo il testo è un'immagine sfocata. Da più di 150 anni studiosi di ogni genere si sono chiesti invano se nel codice palinsesto della Biblioteca Capitolare di Verona XL (38), di difficile lettura, ci fossero i frammenti di un'opera perduta di Boezio, la traduzione degli Elementi di Euclide. La soluzione era lì, davanti agli occhi, come nella Lettera rubata di Poe. Il nome di Boezio non era nel testo quasi illeggibile: era nei margini ben visibili del testo, pieni di disegni, di macchie fatte ad arte in cui affiorano profili. Era nei calligrammi, negli anagrammi, nei monogrammi disseminati sulla pergamena, sotto i ritratti del filosofo, della moglie Rusticiana, del suocero Simmaco, del re Teodorico. In prigione, aspettando la morte, per reagire alla melanconia, il filosofo aveva riempito i pochi libri che aveva in mano di annotazioni e di figure che rivelano le sue ossessioni, accompagnate da sigle e abbreviazioni del suo nome. Si può dire che attraverso i suoi disegni Boezio ha visualizzato i suoi pensieri e le sue emozioni. E questo rispecchiamento delle idee nelle figure, simile a un sogno, ci fa conoscere il volto segreto di un autore più complesso ed ambiguo di ciò che si potrebbe credere.
Il vento di Arione. Boezio dalla leggenda alla storia Troncarelli Fabio - Artemide, 2026 - Arte E Cataloghi
Sono passati millecinquecento anni dalla (presunta) data di morte di Boezio. La sua figura è stata rievocata continuamente da generazioni di studiosi ed anche in occasione del suo ultimo anniversario si sono moltiplicate le iniziative per celebrare la sua opera, con la partecipazione di autorevoli ricercatori. Eppure, nonostante o forse proprio a causa di questo, a volte si ha l'impressione che la leggenda prevalga sulla storia. Eppure egli è sempre lì: enigmatico, silenzioso, chiuso nel riserbo delle vittime della storia, sempre in attesa di essere comprese e riconosciute. Per riuscire ad avvicinarci a lui dobbiamo porci domande nuove, valutare con maggior cura testimonianze spesso trascurate, esaminare attentamente manoscritti, immagini, fonti inedite. Lo storico che si china sui frammenti dispersi di un'esistenza, cercando di riconnetterli, è come un archeologo che ricostruisce un vaso spezzato nel tentativo, umile e nobile, di far rivivere ciò che non è più visibile, ma non è ancora scomparso.