Carocci Libri
Libri editi da Carocci con argomento Portogallo
Portogallo e Piemonte. Nove secoli (XII-XX) di relazioni dinastiche e politiche Lopes M. A. (Cur.) Raviola B. A. (Cur.) - Carocci, 2004 - Studi Storici Carocci
Questo libro racconta di un legame di lunghissima durata: quello fra il Portogallo - una delle principali monarchie nazionali della prima età moderna - e il ducato di Savoia, piccolo Stato transalpino in cerca di riconoscimento internazionale. Grazie ai contributi di autori di diversa provenienza e di ambiti disciplinari differenti emerge un quadro istituzionale e dinastico variegato, condizionato dagli eventi della politica europea. Sono per lo più le donne, principesse portoghesi o piemontesi, a fungere da pedine diplomatiche e parentali nel tessuto delle relazioni secolari luso-sabaude: Mafalda di Moriana e Savoia, prima regina del Portogallo; Beatrice de Aviz duchessa di Savoia; Margherita di Savoia, viceregina di Portogallo per conto della dominazione spagnola; Maria Francesca Isabella di Savoia Nemours, regina del trono portoghese restaurato; infine Maria Pia di Savoia, penultima regina della monarchia portoghese. Ma sono anche i disegni delle due casate, come nel caso del ventilato matrimonio fra l'infanta Isabel Luisa e il futuro Vittorio Amedeo II di Savoia, a consolidare un'alleanza lontana nello spazio, ma fruttuosa nel tempo. Non a caso il Portogallo fu meta d'esilio per due sovrani sabaudi, Carlo Alberto, re di Sardegna, e Umberto II re d'Italia. Dalle Alpi all'Atlantico, e dall'Atlantico alle Alpi, si potrebbe riassumere il secolare legame tra Portogallo e Piemonte, in una densa contaminazione fra cerimoniali, usi di corte e modelli culturali fra due Paesi solo in apparenza distanti.
L'invenzione di un impero. Politica e cultura nel mondo portoghese (1450-1600) Marcocci Giuseppe - Carocci, 2011 - Frecce
Le navigazioni atlantiche dei portoghesi gettarono le basi del colonialismo europeo. Grazie alle conquiste in Africa, Asia e America, il piccolo regno di Portogallo si trasformò nel primo impero coloniale di età moderna, un modello destinato a una grande fortuna. Guerre agli infedeli, tratta degli schiavi, sovranità sui mari, monopoli commerciali... In un fresco stile narrativo il libro racconta le reazioni dei portoghesi di fronte ai dubbi aperti da un inaudito dominio su terre e uomini, con particolare riguardo alla circolazione delle idee tra regno e colonie. Perché in Portogallo non vi fu un dibattito sulle conquiste analogo a quello che infiammò la vicina Castiglia? Qual era il rapporto tra religione e commercio in una cultura che descriveva le spezie come sacre? Come si fuse l'impero portoghese nel grandioso processo della mondializzazione iberica che si realizzò sotto il potere degli Asburgo tra Cinque e Seicento?
La via portoghese al corporativismo Serapiglia Daniele - Carocci , 2011 - Dip. Discipline Storiche. Univ. Bologna
Il corporativismo in Portogallo fu l'elemento fondamentale dell'ideologia dell'Estado Novo (1933-74). Asse portante della Costituzione, questo rappresentò una potente arma di propaganda del governo salazarista, che raffigurandolo, nella teoria, come frutto del decennale dibattito cattolico e laico-democratico, sviluppatosi tra la fine del XIX secolo e gli anni venti del successivo, nella pratica, lo modellò secondo l'esempio del corporativismo dell'Italia fascista. Questa ricerca parte, dunque, dal pensiero cattolico sulla materia corporativa di fine Ottocento, per giungere ai primi dieci anni (1933-1943) del governo guidato da Antonio Oliveira Salazar, esplicando il processo evolutivo di un fenomeno che in varie forme sorse in tutta Europa tra le due guerre e che in Portogallo si sviluppò in modo piuttosto originale.